La Ue battezza il primo network anti-terrorismo

IL PROGETTO

Via all'operazione europea contro le frange di fanatismo ideologico: online gruppi di lavoro e forum di discussione di esperti e forze di polizia. Sul piatto 20 milioni di euro. Il commissario agli Affari Interni Malmstroem: "Lottiamo contro i focolai di estremismo"

di Federica Meta
La Commissione europea ha ufficialmente lanciato oggi la prima Rete online contro la l'estremismo violento (Radicalisation Awareness Network) individuandone i focolai di sviluppo e prevenendo il reclutamento di potenziali terroristi. Bruxelles ha deciso di accelerare i lavori dopo gli attentati compiuti in Norvegia dal fanatico estremista Anders Breivik.

“L'Ue ha bisogno di fare di più per combattere la minaccia di un estremismo violento crescente – spiega la commissaria Ue agli affari interni Cecilia Malmstroem - Ed è per questo che oggi lanciamo il Network contro la radicalizzazione con cui sosterremo gli stati membri nei loro sforzi per lottare contro i radicalismi e la propaganda di ideologie estremiste”.

Del network faranno parte gli attori chiave di tutti i paesi Ue più la Norvegia, quindi non solo esperti, polizia e ricercatori ma anche i rappresentanti delle comunità religiose, dei movimenti giovanili, delle associazioni e organizzazioni attive nel sociale sul territorio, in particolare coloro che operano negli ambienti a rischio. Perché, ha sottolineato la Malmstroem, “il terrorismo non può essere legato a una fede o una convinzione politica né a nessuna area geografica, ma occorre invece prendere in considerazione diversi modelli di radicalizzazione, riconoscendo però che un punto di riferimento può venire anche dalle idee politiche dei movimenti populisti presenti nell'Ue”.

Lo scopo della nuova rete Ue, per cui Bruxelles ha stanziato 20 milioni di euro, è individuare le buone pratiche e promuovere lo scambio di informazioni ed esperienze sui diversi aspetti della radicalizzazione violenta, lavorando per gruppi tematici. In particolare, è stato costituito un gruppo di lavoro esclusivamente dedicato all'uso di internet e dei social network nella trasmissione della propaganda estremista e del proselitismo, ma anche all'uso delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni da parte dei terroristi.

In concreto, il network europeo contro la radicalizzazione sarà organizzato attorno a un forum online e a una serie di conferenze regolari tenute in tutta l'Ue per raccogliere le diverse esperienze e conoscenze sul tema. L'obiettivo è infatti quello di aumentare la sensibilizzazione al problema e consolidare le tecniche di comunicazione, ma anche incoraggiare figure modello e opinion leader credibili a trasmettere messaggi positivi alternativi alla propaganda violenta ed estremista. Il contributo dei lavori di questo network dovrà essere tenuto in considerazione nei processi politici a livello nazionale e Ue, fornendo appoggio alla Commissione Ue e ai 27 con strumenti adeguati per la prevenzione del terrorismo.

Il ruolo di Bruxelles sarà quindi "non quello di creare un sistema di allerta rapida sugli individui", ha precisato la Malmstroem, ma piuttosto quello di "coordinare e agevolare il lavoro di tutti gli interlocutori della rete e mettere a disposizione i mezzi necessari". Al progetto saranno destinati infatti più di 20 milioni di euro di finanziamenti Ue in quattro anni, sotto forma di sostegno diretto agli Stati membri e di finanziamento di vari progetti. Sarà inoltre organizzata anche una conferenza ministeriale nel 2012 sulla prevenzione della radicalizzazione e del reclutamento verso il terrorismo.

09 Settembre 2011