Un super commissario per l'innovazione

IL "PIANO" BARROSO

Barroso vuole accorpare le funzioni oggi in capo a una dozzina di direttori generali in vista della scadenza dell'Agenda di Lisbona e dell'approvazione del nuovo European Innovation Act atteso per la primavera 2010

di Mila Fiordalisi
Un super Commissario per l’innovazione. Questa la novità a cui sta lavorando il presidente della Commissione europea (al suo secondo mandato) José Manuel Barroso. L’idea è quella di accorpare sotto un’unica testa responsabilità ad oggi frammentate (una dozzina i direttorati generali competenti per l’innovazione in diversi ambiti di applicazione), in vista della scadenza dell’Agenda di Lisbona e dell’approvazione del nuovo Europea Innovation Act atteso per la primavera del prossimo anno.

Stando a fonti comunitarie Barroso sarebbe intenzionato a dare vita ad una nuova figura in seno alla Commissione: un Commissario per la Knowledge Economy (l’economia della conoscenza) al quale farebbero capo le responsabilità in materia di innovazione, alta formazione e ricerca e sviluppo. Una seconda opzione prevede la nomina di un commissario ad hoc affiancato da un “innovation zar” esterno a capo di un team di esperti. Non si esclude, inoltre, la nomina di un vice commissario che abbia la responsabilità esclusiva delle attività legate specificamente alla strategia di Lisbona. Non è chiaro invece il ruolo e il destino del commissario della Società dell’Informazione, incarico ad oggi in capo a Viviane Reding.

L’accorpamento delle funzioni è caldeggiato anche dallo Europea Policy Centre che suggerisce di ridurre al minino la quantità di commissari responsabili per la competitività, la ricerca e l’innovazione e di convogliare nel “pacchetto” anche le politiche regionali e di trasporto.

24 Settembre 2009