Calabrò, per realizzare le Ngn l'Europa ripensi regole

BANDA LARGA

Il presidente Agcom non concorda con la sentenza della Corte di giustizia Ue sulla legge tedesca. E in Italia "se si aspetta la domanda si rischia il punto di non ritorno e l’aumento del digital divide infrastrutturale"

di Mila Fiordalisi
“Mi chiedo se l’Europa non debba ripensare le sue regole per stimolare la realizzazione delle reti di nuova generazione”: lo ha detto questa mattina a Roma, in occasione della settima tavola rotonda con l’Agcom organizzata da Business International, il presidente dell’Agcom Corrado Calabrò. Calabrò non concorda con la sentenza emessa dalla Corte di giustizia Ue sulla legge tedesca che prevedeva una regulatory holiday per l’incumbent a patto che questo investisse nelle Ngn.

Riguardo all’Italia Calabrò ha sottolineato che “se si aspetta la domanda si rischia il punto di non ritorno e l’aumento del digital divide infrastrutturale. La tecnologia deve essere adeguata alle esigenze di oggi, ma soprattutto di domani. La scarsa alfabetizzazione informatica - ha aggiunto Calabrò - non può essere utilizzata come ostacolo strumentale”.

Sul congelamento degli 800 milioni per il superamento del digital divide il presidente Agcom ha sostenuto che “il rinvio ha avuto un unico merito: portare all’attenzione mediatica la questione della banda larga. Il digital divide di prima generazione è contingente. Non si può più rimandare”.

15 Dicembre 2009