Sbarramento Rai al piano frequenze Agcom

DIGITALE TERRESTRE

L’Agcom tenta di trovare un’intesa con il servizio pubblico per mandare avanti il Piano nazionale di frequenze digitali

di Patrizia Licata
L’Agcom va avanti con l’approvazione del Piano nazionale di assegnazione delle frequenze digitali: come si legge sul Sole 24 Ore, un’informativa sarà discussa nella riunione di venerdì del Consiglio. Potrebbe essere quella definitiva per arrivare all’approvazione del piano entro poche settimane. C’è tuttavia un ostacolo da superare: il fuoco di sbarramento scatenato dalla Rai.

La Rai, ricorda Il Sole, ha respinto una prima ipotesi avanzata a dicembre: quella di trasmettere il suo multiplex principale, dove ha collocato le sue emittenti generaliste, su una sola frequenza per ogni area territoriiale (ipotesi peraltro avversata anche dalle tv locali). La Rai ha due obiettivi: coprire il 99% del territorio con il primo multiplex di servizio pubblico e poter decomporre tale rete per trasmettere i diversi tg regionali, come prescrive la legge. Per questo, nel Lazio e nella Campania, si è fatta assegnare quattro e cinque frequenze solo per la prima rete digitale. Si cerca un’ipotesi che assicuri alla Rai la copertura del territorio, rispettando però il principio dell’uso razionale delle frequenze, al contrario di quanto successo nel Lazio.

Tra le possibilità prese in considerazione, c’è quella di assegnare quattro frequenze nazionali alla Rai, che però dovrebbe rinunciare a quella per sperimentare la tv mobile in Dvb-h. La Rai vuole almeno due delle quattro frequenze nella banda Uhf ed è contraria ad averne tre su quattro in Vhf (dove c’è meno capacità trasmissiva). Insomma, la Rai chiede dei canali precisi e l’accordo con l’Agcom non sembra facile da raggiungere.

Accordo trovato invece con il governo per il nuovo contratto di servizio, visionato in anteprima da Il Fatto Quotidiano, che lo definisce una "gentile concessione all’esecutivo" sintetizzandolo così: sottomissione al governo, canale per il Parlamento, impoverimento di RaiTre, collaborazione con la Protezione civile, contraddittorio e comitato per la censura, finanza creativa. L’accordo definitivo tra le parti, vincolante per i prossimi tre anni, sarà ufficiale a metà febbraio e andrà in vigore a marzo: Il Fatto Quotidiano ha letto la bozza, il testo di partenza della trattativa.

Quanto alle questioni giuridico-finanziarie, il viceministro con delega Paolo Romani ha deciso che “la Rai può svolgere attività commerciali in regime di concorrenza con modalità che evitano il finanziamento incrociato”. Ovvero: i soldi del canone andranno da una parte, osserva il quotidiano diretto da Padellaro, gli altri confluiranno in una società terza. Infine, la beffa: la Rai rifiutato 350 milioni di euro in sette anni da Sky per la trasmissione sul satellite, ma adesso – per dettame dell’Agcom – ordina di “limitare al massimo il criptaggio e consentire la forma gratuita”. “Sky non paga, e ringrazia. Questo sì che è contraddittorio”, commenta Il Fatto Quotidiano.

14 Gennaio 2010