Catricalà: più potere all'Antitrust (con i soldi di Calabrò)

AUTORITA'

Il presidente di Agcm apre il primo convegno del ciclo di incontri organizzati per celebrare i 20 anni di attività. "Il nostro ruolo va rafforzato in particolare nei mercati consumer"

“Devo rendere atto della notevole saggezza del presidente di Agcom Corrado Calabrò che ha consentito di raggiungere una mediazione che ha fatto quasi tutti contenti”: il presidente dell’Autorità Antitrust Antonio Catricalà ha approfittato del primo convegno del ciclo di incontri organizzati per celebrare i 20 atti di attività di Agcm per ringraziare il suo omologo all’Autorità delle Comunicazioni. Avendone ben donde: la “mediazione di Calabrò gli ha risolto per un bel po’ i problemi di finanziamento: un bel gruzzoletto che grazie alla disponibilità di Calabrò passa con la Legge Finanziaria da Agcom all’Agcm.

Calabrò ha certamente gradito il riconoscimento, ma non è dato sapere se ha gradito altrettanto che il primo dei convegni, quello di oggi, portasse per tema “La convergenza del settore delle comunicazioni elettroniche. Lo scenario competitivo di reti, servizi e contenuti in una prospettiva internazionale”. Temi di cui si occupa anche l’Antitrust, per carità, ma è proprio Calabrò ad avere per primo voce in capitolo in materia.

Organizzato in cooperazione con l’International Institute of Communications (IIC), l’incontro ha visto tra gli altri avvicendarsi sul tavolo dei relatori studiosi di prestigio nel mondo delle telecomunicazioni elettroniche come Martin Cave (Warwick Business School), Ulrich Stumpf (Wik Consult), Peter Alexiadis (Gibson, Dunn & Crutcher LLP), nonché Augusto Preta in veste di presidente dell’IIC Italian Chapter.

Per di più tutte le relazioni entravano a piedi giunti nel piatto delle competenze immediate di Calabrò: Cave (clicca per le slides) intervenendo su “L’impatto delle discontinuità tecnologiche sui mercati tradizionali: il modello Internet; Stumpf (clicca qui per le slides) parlando di “Offerta video, accesso alle reti broadband e sviluppo do Ngn”; Alexiadis (clicca qui per le slides) parlando di “Innovazione dei servizi e distribuzione broadband: Accesso al contenuto, copyright e competizione di mercato). Per di più una sessione era presieduta da Enzo Cheli, che fa sì parte di IIC ma è stato anche il predecessore di Calabrò alla presidenza di Antitrust.

In ogni caso, Catricalà (clicca qui per la relazione integrale) ha detto chiaramente cosa intende fare dei soldi in più che sono entrati nel suo budget: rafforzare il ruolo di Agcm, in particolare nei mercati consumer. Per questo ha bisogno di nuove norme che gli consentano di allragare e potenziare il suo raggio d’azione.
"Ora che ci avviamo a presentare al Governo la legge annuale sulla concorrenza chiederemo di avere altre attribuzioni ha detto- Tra queste, chiederemo di poter impugnare davanti alla Corte Costituzionale quelle leggi nazionali e regionali che hanno un impatto negativo sulla concorrenza, ritenendo la concorrenza un valore costituzionale da tutelare come ambiente, lavoro, salute".
Catricalà ha poi sottolineato che, nelle richieste al Governo, l'Autorità chiederà anche "competenza per impugnare davanti ai Tribunali amministrativi le determinazioni degli enti e amministrazioni locali che hanno impatto sulla concorrenza. E lo faremo con l'Avvocatura dello Stato".

A questo, secondo l'Antitrust, per poter completare la sua competenza, ha spiegato Catricalà, si potrebbe aggiungere anche la possibilità "di poter operare con la prevenzione, non solo la repressione, delle pratiche commerciali scorrette". Il presidente dell'Antitrust ha detto di pensare, ad esempio, "a quelle imprese che operano con la pubblicità televisiva e che potrebbero recedere o modificare spontaneamente messaggi potenzialmente ingannevoli o pericolosi perché la televisione entra direttamente in casa dei cittadini. In tal modo si potrebbe evitare una procedura sanzionatoria". Da ultimo, ha concluso Catricalà, l'Antitrust chiede "di poter esaminare tutte le clausole abusive e vessatorie che si annidano nei contratti standard di massa e che i cittadini sottoscrivono per abitudine rendendosi conto dopo di quello che hanno sottoscritto". Catricalà ha quindi espresso "l'auspicio che le richieste al Governo siano accolte per poter rendere un miglior servizio ai cittadini".

21 Gennaio 2010