Brunetta: "PA digitale avanti tutta. La crisi non sia un alibi"

RENATO BRUNETTA AL FORUM PA

"La situazione economica attuale può essere un catalizzatore utile a cambiare la mentalità e accelerare i processi innovativi”. Dal palco del Forum PA il ministro rilancia sulla digitalizzazione: "Ora bisogna coinvolgere le imprese".  Pileri (Csit): “Aziende pronte a raccogliere la sfida”

di Federica Meta
“La crisi non può essere un alibi per bloccare quel grandioso processo di innovazione che abbiamo messo in campo nella Pubblica amministrazione”. Il ministro della PA e Innovazione, Renato Brunetta, esordisce così al convegno inaugurale di Forum PA, la fiera degli enti pubblici aperta oggi alla Fiera di Roma.

“Semmai la crisi può diventare catalizzatore di un cambiamento iniziato con grandi investimenti in nuove tecnologie e con la messa a punto di regole chiare e certe per modernizzare gli uffici pubblici, prime fra tutte il Cad - ha sottolineato il ministro -. Dico catalizzatore perché, proprio dalla volontà di trovare una exit strategy efficace, si può velocizzare quel processo di cambiamento culturale che è alla base della nostra strategia di rinnovamento. Non basta, infatti, diffondere strumenti come la Pec e il Voip; è necessario che cambi la testa della gente, dei dipendenti pubblici, ma anche dei cittadini, e la crisi può essere una grande occasione”.

Nell’inaugurare Forum PA il ministro ha ricordato che sono due i binari su cui viaggia la ripresa: il federalismo fiscale e la riforma della PA, “perché uno Stato efficiente stimola una domanda efficiente che fa da traino all’economia tutta, coinvolgendo le imprese, soprattutto quelle più innovative”.

Imprese che si dicono pronte a raccogliere la sfida dell’innovazione, come ha ricordato Stefano Pileri, presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici intervenendo al convegno inaugurale: “Con 66% delle aziende e 45% delle famiglie connesse in rete a banda larga, con l’avvio dei progetti di digitalizzazione della Pa, il Paese si trova solo a metà strada del processo di evoluzione verso le infrastrutture digitali - ha detto Pileri -. Proprio l’attuale fase di crisi impone di avanzare a passi rapidi su questa strada per ottenere consistenti risparmi sulla spesa pubblica e una maggior efficacia dell’azione delle Amministrazioni. Solo nella Sanità, per esempio, avere il 100% dei medici in rete e il 100% delle ricette e certificati in formato digitale, porterebbe a risparmi intorno ai 9,0 miliardi di euro l’anno”.  “Se è vero che per lo sviluppo di servizi avanzati si possono già utilizzare le infrastrutture esistenti – ha concluso Pileri - si tratta comunque di un passo inferiore alle potenzialità del digitale. La realizzazione di infrastrutture Tlc di nuova generazione è indispensabile. La partnership fra pubblico-privato rispettosa dei diversi ruoli e responsabilità, può essere la chiave per completare il passaggio alle Ngn nel giro di un decennio” .

Di banda larga ha parlato anche il neo-presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, che ha annunciato il suo impegno a fare accordi con gli operatori per portare il broadband anche in quelle zone “ancora non coperte, ma ricche di Pmi che sono il patrimonio economico più importante della regione e che devono essere messe nella condizione di essere più competitive”.

“A fianco delle politiche di sviluppo della banda larga la Regione renderà al più presto operativi i dettami della riforma Brunetta sul merito e sulla produttività del lavoro pubblico (stamattina è stato firmato un protocollo ad hoc tra la stessa Polverini e il ministro Brunetta ndr) – ha detto il presidente della Regione -. Inoltre i tecnici regionali stanno lavorando alla diffusione della Pec e della firma digitale per velocizzare, da una parte, la comunicazione con i cittadini e, dall’altra, le procedure interne”.

Anche il presidente dell’Upi (Unione Province Italiane), Giuseppe Castiglione, ha ricordato l’impegno degli enti locali verso un nuovo modo di lavorare. “Quasi tutte le Province hanno una Pec e sono all’avanguardia nell’uso della firma digitale – ha ricordato -. Due strumenti essenziali per una PA che voglia dirsi davvero innovativa. Ma per fare il salto nel digitale c’è bisogno di larga banda: per questo abbiamo firmato con il ministero dello Sviluppo economico un protocollo per la semplificazione delle procedure di posa dei cavi. Su queste tre direttrici, Pec, firma e broadband, si sviluppa l’impegno degli enti a supporto di una PA rinnovata e più efficiente”.

17 Maggio 2010