Switch off dal rame alla fibra: gli Olo spingono sulla Ngn

L'AUDIZIONE IN AGCOM

I vertici di Fastweb, Vodafone e Wind chiedono all'Agcom di definire le regole per la nuova infrastruttura e di adottare il modello utilizzato per il dtt imponendo il passaggio dal rame alla fibra. Calabrò: "Pronti a fare la nostra parte". Il 3 giugno l'audizione di Telecom Italia. Fiducioso sull'asse TI-Olo il presidente di Csit Pileri: "Confindustria farà il possibile per favorire un accordo"

di Mila Fiordalisi
Switch off obbligatorio dalla rete in rame a quella in fibra: questa la richiesta sottoposta ieri al Consiglio dell'Agcom dai vertici di Fastweb, Wind e Vodafone nel corso dell'incontro dedicato ad approfondire il progetto di società della fibra. Il modello da utilizzare per spingere la realizzazione delle nuove reti deve essere secondo gli Olo lo stesso utilizzato per il digitale terrestre. Il tutto a fronte però di un quadro regolatorio chiaro.

"Siamo pronti a partire non appena saremo in grado di farlo ossia non appena ci saranno le condizioni e il quadro preciso entro cui operare", ha sottolineato l'amministratore delegato di Wind Luigi Gubitosi.

"La rete - ha detto Stefano Parisi l'Ad di Fastweb autosospesosi a seguito dell'inchiesta sul riciclaggio -  deve essere punto-punto, aperta in unbundling, ed è necessario prevedere l'obbligo di accesso ai cavidotti, calcolando l'unbundling in base al costo storico dei cavidotti e del rame".  In materia di unbundling, ma quello della rete in rame, si è espresso anche Paolo Bertoluzzo, il numero uno di Vodafone Italia, secondo il quale "bisogna incentivare la fibra e non il rame e quindi le nuove tariffe proposte dall'Authority sono sbagliate".

"Per quanto ci riguarda – ha sottolineato il presidente dell'Agcom Corrado Calabrò – l’Authority è pronta a fare la sua parte, predisponendo regole chiare e precise, con l’obiettivo di favorire gli investimenti nelle Ngn e, al contempo, garantire la concorrenza tra operatori”. "Abbiamo ascoltato con grande interesse le proposte elaborate da Fastweb, Vodafone e Wind: ben venga ogni iniziativa che contribuisca a far decollare un progetto che l’Autorità considera decisivo per il futuro del “sistema paese” e per il quale ritiene essenziale la collaborazione tra tutti i soggetti interessati".

Dopo l'incontro con gli Olo il 3 giugno l'Agcom audirà Telecom Italia. E' fiducioso in merito ad un accordo fra l'ex incumbent e gli Olo il presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici Stefano Pileri. In un'intervista rilasciata a Stefano Caviglia di Panorama Economy, Pileri sottolinea che "un'accelerazione c'è stata. I progetti in Lombardia e nella provincia di Trento saranno pronti dal prossimo anno. Telecom vuole entrare nella società che farà le infrastrutture a patto di ottenere una posizione rilevante. Ed è logico perché l'ex monopolista avrà un ruolo fondamentale nel portare i clienti dal rame alla fibra e il valore della sua rete di oggi dovrà trasferirsi a quella futura".

Pileri ha aggiunto che Confindustria Servizi "farà il possibile per favorire un accordo". Accordo che - puntualizza Pileri - "non riguarda la realizzazione della rete vera e propria ma l'infrastruttura che serve a collocarla. Per intenderci, quel che si fa tutti insieme sono le canalizzazioni al cui interno su potranno inserire i cavi in fibra ottica penti, ossia non collegati. Ma per il funzionamento ogni operatore dovrà mettere gli apparati per conto proprio".

27 Maggio 2010