Nasdaq sotto attacco hacker. Fbi al lavoro

PIRATERIA

Violate le reti di pc nel corso del 2010. Gli investigatori: nessuna manomissione, ma ancora incognite sulle ricadute sulla protezione dei dati

di Andrea Ciccolini
I pirati informatici si sono insinuati all’interno della rete di pc che gestisce il Nasdaq. Durante il 2010 il circuito tecnologico di Wall Street è stato più volte violato più volte dagli hacker. “Da quel che risulta gli autori avrebbero solo dato una sbirciatina” rivela il Wall Street Journal. Quindi nessun pericolo per gli investitori? Niente affatto. Tom Kellermann, ex ufficiale della sicurezza informatica della Banca Mondiale, spiega: “Molti hacker professionisti non cercano di monetizzare immediatamente la situazione, ma spesso compiono quella che in gergo viene chiamata raccolta delle informazioni locali al fine di apprendere il modo migliore per monetizzare l'attacco nel lungo termine”. Per questo motivo l’Fbi sta investigando sull’accaduto. I pericoli futuri, secondo la polizia informatica, potrebbero consistere nella vendita illegale di informazioni di mercato segrete o un attacco agli scambi della Borsa Americana.

I pirati hanno utilizzato una tecnica abbastanza "banale". Sono riusciti ad installare un virus, chiamato malware, nell’applicazione del Nasdaq chiamata Directors Desk. La Borsa americana, per rassicurare i propri utenti, ha dichiarato immediatamente che i dati personali non sono stati toccati e che i bug sfruttati per introdursi nel sistema sono stati eliminati. L’unica informazione che l’Fbi è riuscita a raccogliere durante le indagini riguarda la collocazione geografica da cui è partito l’attacco. I computer incriminati si trovano in Russia, ma l’informazione potrebbe essere inutile visto che, nel caso di un’azione di hacking ben organizzata come questa, è altamente probabile che gli hacker si siano serviti di Bot o “computer zombie” come vengono chiamati in gergo. Si tratta di computer che attraverso un virus, della categoria malware - chiamato trojan - vengono controllati da un’altra macchina che può trovarsi dall’altra parte del mondo.

07 Febbraio 2011