Nomi di dominio, la nuova corsa all'oro

ICANN

Si scalda il fronte sull'assegnazione dei "suffissi" tematici di Internet. Dopo la richiesta di Icann di imporre un prezzo di attivazione di 185mila dollari lancia una proposta il dipartimento del Commercio Usa: potere di veto ai governi sui futuri nomi

di Andrea Ciccolini
A pochi giorni dall'annuncio da parte dell'Icann che gli indirizzi Internet sono finiti (almeno nell'era dell'Ipv4), arriva a scaldare il fronte Web la polemica sull'assegnazione dei futuri suffissi tematici. Quanti .auto, .video, .music avremo? Saranno utili per rendere la rete più facile ed accessibile o serviranno soltanto a creare il caos? E soprattutto, come verranno gestiti? Quanto varrà la nuova corsa all'oro?

Il Dipartimento del Commercio Usa ha chiesto che vengano modificate le regole dell’Icann, l'organismo internazionale per l'assegnazione dei domini: in un documento si chiede di dare ai governi dei vari Paesi la possibilità di rigettare le richieste per domini di primo livello (i cosiddetti gTld) senza dover fornire particolari giustificazioni di tipo legale. In particolare l'Icann dovrebbe accettare a verbalizzare ogni eventuale veto richiesto da un governo di un qualsiasi Paese: nel caso che nessun altro Paese eccepisca sul veto, Icann dovrebbe rigettare il Gtld in questione. Una mossa che ha scatenato le associazioni a difesa dei diritti civili che temono il rischio di ingerenze dei governi e il ripetersi di un caso Cina (con il firewall di Stato) o Egitto (controllo di rete).

Ma il documento del Dipartimento del Commercio Usa rilancia anche le polemiche sul versante commerciale della gestione degli indirizzi. Icann chiede infatti che il costo d’attivazione degli indirizzi "personalizzati" sia di 185mila dollari più una tassa annuale di 25 mila dollari.

09 Febbraio 2011