La crisi giapponese spinge il biz dei cellulari usati

TELEFONIA

Prende il volo il telefonino "refurbished". Nel 2010 venduti nel mondo 5,2 milioni di apparecchi rigenerati, ma la quota potrebbe presto salire a un quinto dei nuovi smartphone. Campione del settore la società Usa Recellular

di Elisabetta Badolisani
La ReCellular, società nata nel 1991 da una felice intuizione di Charles Newman, imprenditore del Michigan con il pallino dell'usato, continua a crescere. Da anni attiva nel settore dei cellulari "refurbished", rigenerati, che raccoglieva e rivendeva prima tramite enti di beneficienza e negozi e adesso attraverso il proprio sito Usell.com, l’anno scorso ha chiuso l’esercizio con un fatturato di 66 milioni di dollari. Il Ceo Stephen Mannig prevede un incremento dei profitti del 50%.

Non si tratta solo di compravendita. Recellular acquista qualsiasi apparecchio, assumendosi i costi della riparazione (riguarda in media i tre quarti dei cellulari comprati) e, nel caso non sia possibile il recupero, quelli di frantumazione, operando così una vera e propria azione di riciclo. La salvaguardia dell’ambiente è infatti tra i guiding beliefs della società, e non è un affare da poco. Partner di riferimento della Recellular per lo smaltimento è la Sims Recycling Solution, la cui struttura è capace di recuperare da una tonnellata di cellulari 2 chili d’argento, 220 grammi d’oro, e 85 grammi di palladio, per il valore in media di un dollaro a telefonino.

Nel 2010 sono stati rivenduti ben 5,2 milioni di apparecchi, di cui un 60% negli Stati Uniti e il restante 40% tra Asia, Africa, America Latina e Europa dell’Est. E si stima che, nel giro di pochi anni, con la crisi economica e i continui avanzamenti nel campo degli smartphone, la quota di usato possa salire ad un quinto rispetto alle vendite totali di cellulari. Dati che hanno incoraggiato molte società all’investimento: Brightpoint, specializzata in servizi logistici per le Tlc, ha recentemente acquisito per 76 milioni di dollari la Touchstone Wireless Repair & Logistics, società di riparazione di cellulari. Sempre più siti si occupano dell'acquisto e della rivendita di cellulari usati, così come fa la catena di negozi Best Buy che arriva così a raccogliere anche il pubblico poco pratico dell’online.
Il mercato orientale è in prima linea per le riparazioni (secondo i dati Recellular, un 15% sono svolte in sede, il resto viene spedito in Vietnam o in Cina); ma molte aziende cinesi, approfittando del boom registrato dalla telefonia, hanno cominciato a vendere usato d’eccezione a prezzi stracciati: addirittura per 15-20 dollari.

Intanto la recente tragedia giapponese potrebbe pesare non poco a favore dei rivenditori di cellulari usati. Il Giappone ha sempre sostenuto un ruolo fondamentale nel mercato delle componenti per telefoni e pc, essendo il primo produttore al mondo di silicio e ospitando numerose aziende operanti nel settore. Il razionamento dell’energia elettrica ha provocato la chiusura temporanea della gran parte degli stabilimenti, laddove il terremoto o lo tsunami non hanno causato ingenti danni: per esempio, la sede giapponese della Texas Instruments, importante fornitore di microchip, non potrà riprendere la normale produzione prima di settembre. Gli analisti prevedono a breve forti rialzi dei prezzi dei fattori produttivi, che si abbatteranno sul costo dei cellulari.

22 Marzo 2011