Servergate, Magri (Dell Italia): "Via dalle piattaforme proprietarie, sì a cloud e open source"

IL COMMENTO

Il responsabile mercato della Pubblica amministrazione: "Gli enti sfruttino tecnologie di virtualizzazione più flessibili"

di F.M.
“Dati sconfortanti che indicano una mancanza di programmazione e uno spreco di denaro pubblico che andrebbe evitato". Con questa parole il direttote vendite Settore Pubblico di Dell Italia, Francesco Magri, commenta il quadro tracciato dall'inchiesta pubblicata sull'ultimo numero del Corriere delle Comunicazioni sul caso che regna nei data center pubblici.
I dati- secondo Magri - lasciano però "aperta la porta alla speranza che si possano ottenere notevoli benefici da un approccio diverso: le soluzioni tecnologiche non mancano".

Innanzitutto, la PA deve abbandonare piattaforme proprietarie che nascono isolate e con il tempo consumano una proporzione sempre più elevata dei fondi a disposizione, togliendoli all’innovazione - prosegue Magri -  Inoltre, vanno sfruttate le tecnologie più moderne che permettono di consolidare server e storage, di virtualizzarli, di gestirli in maniera più flessibile e indipendente dall’hardware e quindi di avviarsi verso il Cloud Computing vero e proprio".

"Dell ha raccolto una vasta esperienza in questo ambito, dapprima sperimentando l’approccio al proprio interno e riducendo drasticamente le spese operative del proprio IT, poi aiutando molte amministrazioni pubbliche di tutto il mondo a sfruttare meglio i soldi messi a disposizione grazie alle tasse pagate dai cittadini, infine realizzando alcuni dei più significativi esempi di Cloud Computing esistenti".
"Proprio queste esperienze - conclude Magri - hanno spinto il nostro Cep Michael Dell a proporre al Presidente Barack Obama una serie di iniziative che potranno permettere fino a 1 Trilione di dollari di risparmi al governo federale americano (http://csis.org/event/technology-innovation-and-deficit-reduction). Dell ha quindi subito aderito al tavolo di lavoro proposto da DigitPA, pronta a portare il proprio contributo in questo sforzo di razionalizzazione e modernizzazione, che è anche una scommessa necessaria sull’avvenire nostro e dei nostri figli.”

30 Marzo 2011