Elio Catania: "Incentivi diretti per il digitale nelle aziende"

L'INTERVISTA

Il presidente di Confindustria Digitale: "Servono voucher per spingere l'uso di tecnologie nel mondo delle imprese e 10-15 innovation hub sul territorio"

di A.S.

“L’Ict ha visto un cambio di segno nei ricavi per la prima volta dopo cinque anni. Indicazione importante, ma occorre un cambio di marcia. E’ tempo di una politica industriale centrata sul digitale”.

Lo dice Elio Catania, presidente di Confindustria digitale, in un’intervista al Sole24ore. Tra le ricette per tornare a crescere Catania sottolinea i 4 pilastri “che la politica e il Governo devono mettere in campo per favorire il cambio di passo. Il primo è il ruolo trainante della PA. Spid, anagrafe digitale, sono progetti che devono partire e che avranno un sicuro effetto leva importantissimo. Il secondo riguarda le Pmi. Serve un piano di politica industriale che crei le precondizioni per far sì che le Pmi crescano, si adeguino, integrino i loro progetti in maniera digitale”. “La terza gamba dello sviluppo digitale del Paese sta nella rete - prosegue Catania - Infine c’è il tema della formazione sui benefici di Ict e digitale”.  

Rispetto alla ricetta per portare il digitale all’interno delle aziende, Catania ha le idee chiare: “Con incentivi diretti - afferma - Penso a voucher per spingere all'uso di tecnologie in azienda come anche a voucher che facilitino l’inserimento in azienda di risorse specialistiche. Penso inoltre a investire in innovation hub. Puntiamo ad almeno 10-15, ma forti e capaci di incidere. Parliamo di luoghi di innovazione, in cui amministrazioni locali, università, startup possano incontrarsi per sviluppare progetti nuovi in cofinanziamento pubblico-privato”

Quanto alle risorse, “Per l’innovazione sono previsti per l’Italia 11 miliardi di euro in sette anni. Spendiamoli bene - conclude - E parte dei finanziamenti del piano Juncker andrebbero pensati per progetti legati al digitale”.   

©RIPRODUZIONE RISERVATA 15 Gennaio 2016

TAG: Ict, Elio Catania, Confindustria digitale, Pmi, Spid, anagrafe digitale, Juncker

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