Imprese grafiche oltre la crisi: la chiave vincente è il digitale

LA RICERCA

Dati Censis: negli ultimi tre anni il 26,9% delle aziende di settore è cresciuto nonostante la congiuntura economica negativa, e l'11,9% è in ripresa. Una su cinque si doterà di una stampante 3D. Richiesti sempre più web e mobile designer

di A.S.

Le imprese grafiche resistono alla crisi grazie al digitale e all’innovazione, e una buona parte registra risultati in crescita nonostante la congiuntura economica sfavorevole. Per proseguire sul loro percorso virtuoso cercano sempre più figure professionali specializzate, soprattutto web e mobile designer, e si adeguano alle nuove tecnologie programmando di acquistare stampati 3D e dedicandosi agli ambienti social e al mobile design. Per un terzo delle aziende del settore, inoltre, l’aggiornamento del personale è considerato “strategico”.

Sono i dati che emergono dalla ricerca “I fabbisogni formativi e professionali del settore grafico”, realizzata dal Censis in collaborazione con Cnos-Fap, presentata oggi a Torino nell’ambito del convegno “Carta Bianca” presso la Sala Multimediale della Regione Piemonte da Claudia Donati, ricercatrice del Censis. Al dibattito hanno partecipato don Enrico Peretti, direttore generale Cnos-Fap, Giovanna Pentenero, assessore all’Istruzione, lavoro e formazione professionale della Regione Piemonte, Pietro Lironi, presidente nazionale Assografici, e Matteo Dittadi, segretario nazionale settore grafico Cnos-Fap.

Secondo i risultati della ricerca Il 26,9% delle imprese grafiche ha registrato una crescita negli ultimi tre anni nonostante la crisi, e l’11,9% dichiara di essere in fase di ripresa. Il 50% ha investito sull’innovazione dei servizi alla clientela, il 44,2% sull’innovazione del processo produttivo, il 43,9% su quella dei sistemi informatici e delle tecnologie, e il 43,8% sull’innovazione dei servizi e prodotti offerti. Più in generale, negli ultimi tre anni il 75,4% delle aziende ha fatto innovazione creando nuovi prodotti e servizi, il 70,5% ha introdotto nuove tecnologie e macchinari funzionali al miglioramento dei processi di lavoro, più della metà (il 52,7%) ha esplorato settori alternativi di attività, il 48,1% ha migliorato i canali di vendita e la funzione commerciale.

Quanto alle competenze, dallo studio emerge che il 54,9% delle imprese grafiche ha dovuto acquisire nel triennio nuove professionalità o ha dovuto aggiornare le competenze presenti in azienda. Le aree dove c’è più bisogno di nuove professionalità o di un rafforzamento di quelle esistenti sono quella commerciale e del marketing (per il 51,9% delle imprese), quella della produzione (49%), della ricerca e sviluppo (37,3%). Tra i profili più ricercati quelli legati all’informatica e al web: web/mobile designer (44,6%), programmatori (39,2%) e web producer (23%).

In cima alla liste dei servizi che le imprese hanno intenzione di adottare da qui a due anni compaiono le stampanti 3d (per il 20,5% degli intervistati), gli ambienti social (15,9%) e il web e mobile design (rispettivamente per il 13,6% e il 12,5% del campione).

Proprio in base a queste esigenze le aziende del settore ritengono fondamentale l’aggiornamento professionale: nel 29,1% delle aziende è considerato strategico e i dipendenti sono annualmente coinvolti in percorsi di formazione, mentre per il 33,6% si tratta di un aspetto importante, ma che andrebbe implementato. Nel 21,6% delle aziende, invece, sono stati effettuati tagli a questa voce di spesa a causa della difficile situazione di bilancio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 15 Gennaio 2016

TAG: Grafica, imprese, Censis, Cnos-Fap, Regione Piemonte, Claudia Donati, Enrico Peretti, Giovanna Pentenero, Pietro Lironi, Assografici, Mateo Dittadi

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