Davos, il gotha dell'economia a confronto su Industry 4.0

L'APPUNTAMENTO

Quarta rivoluzione industriale e cambiamenti imposti dall'innovazione i temi protagonisti del World economic forum. Si incontrano 40 capi di Stato e di Governo e 2.500 tra manager e accademici

di A.S.

A tenere banco tra i temi in agenda al World economic forum che si apre oggi a Davos ci sono la quarta rivoluzione industriale, la cosiddetta “Industry 4.0”, e i cambiamenti che deriveranno dalla diffusione sempre più massiccia dell’innovazione digitale. Ma si discuterà anche di altri “grandi temi”, come il clima, la sicurezza, le prospettive di crescita economica per il pianeta, i prezzi delle materie prime, la crescità della Cina, che segna i livelli più bassi da 25 anni, o la bufera borsistica con cui è iniziato il 2016.

Intanto uno studio pubblicato proprio ieri dal World Economic Forum avvertiva che nel giro di cinque anni la digitalizzazione che sta coinvolgendo moltissimi settori rischia di causare la perdita netta di 5.1 milioni di posti di lavoro nei 15 maggiori Paesi, a causa di esuberi di mansioni non più necessarie, automazione e robotizzazione. Se ne parlerà durante i dibattiti pubblici, ma anche nelle riunioni bilaterali e nelle colazioni di lavoro. Saranno oltre 40 Capi di Stato o Governo e 2.500 tra manager, accademici e figure di rilievo della politica, della società civile e delle arti ad animare i dibattiti di Davos, in oltre 300 le sessioni di lavoro.

Tra le presenze previste quella del presidente della Bce Mario Draghi, il dg dell'Fmi Christine Lagarde e i governatori delle Banche centrali di Francia, Inghilterra, Svizzera, Russia, Canada, Arabia Saudita, Giappone e India. Tra i leader politici figurano il premier britannico David Cameron, il primo ministro francese Manuel Valls, il premier greco Alexis Tsipras, il capo del Governo canadese Justin Trudeau, il primo ministro turco Ahmet Davutoglu. La delegazione Usa, molto folta, sarà guidata dal vice-presidente Joe Biden e includerà il segretario di Stato John Kerry.  L'alto rappresentante per gli Affari esteri della Ue, Federica Mogherini e la regina Rania di Giordania saranno tra i partecipanti ai dibattiti sulla sicurezza, tema che include la crisi dei rifugiati così come gli attentati terroristici.

Numerosa la rappresentanza di top manager italiani: tra gli altri, Fabio Gallia (Cdp), Francesco Starace (Enel), Claudio Descalzi (Eni), Emma Marcegaglia (presidente Eni), Mario Greco (Generali), Carlo Messina (Intesa Sanpaolo), Alberto Nagel (Mediobanca), Francesco Caio (Poste), Giuseppe Recchi (presidente Telecom). Presenti anche - ma sotto bandiera britannica - Stefano Pessina, Ornella Barra, Davide Serra e Vittorio Grilli. Il Governo sarà rappresentato dai ministri Pier Carlo Padoan e Paolo Gentiloni.

Ieri sera la prima cerimonia, all’insegna delle star di Hollywood, con Leonardo Di Caprio che ha ricevuto il “Crystal award” dalle mani di Klaus Schwab, fondatore dell’evento e padrone di casa. L’attore, candidato agli Oscar, è stato premiato per il suo impegno ambientalista, e nel suo discorso ha invitato i leader della finanza e della politica confluiti a combattere insieme contro il cambiamento climatico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 20 Gennaio 2016

TAG: Davos, World economic forum, Leonardo Di Caprio, Klaus Schwab, Industry 4.0, Mario Draghi, Christine Lagarde, Bce, Fmi, David Cameron, Manuel Valls, Alexis Tsipras, Justin Trudeau, Ahmet Davutoglu, Joe Biden, John Kerry, Federica Mogherini, Rania di Giordania, Fabio Gallia, Cdp, Francesco Starace, Enel, Claudio Descalzi, Eni, Emma Marcegaglia, Eni, Mario Greco, Generali, Carlo Messina, Intesa Sanpaolo, Alberto Nagel, Mediobanca, Francesco Caio, Poste, Giuseppe Recchi, Telecom, tefano Pessina, Ornella Barra, Davide Serra, Vittorio Grilli, Pier Carlo Padoan, Paolo Gentiloni

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