Giacomelli: "Rete Ngn in comproprietà Infratel-Regioni"

L'ANNUNCIO

Il sottosegretario alle Comunicazioni: "Giovedì si punta ad accordo con le Regioni". I fondi regionali saranno "condivisi" ed assegnati progressivamente alle aree a fallimento di mercato. In cambio le Regioni diventeranno con tutta probabilità "azioniste" dei nuovi network a banda ultralarga

di Mila Fiordalisi

L’accordo Stato-Regioni per spingere l’attuazione del Piano banda ultralarga dovrebbe vedere la luce giovedì 4 febbraio O, almeno, è questo l'auspicio del sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli in occasione della presentazione dell’intervento diretto di realizzazione di infrastrutture per la banda ultralarga nelle aree bianche della Regione Sardegna. Se è vero che il condizionale è d'obbligo, stando a quanto risulta a CorCom l'accordo è oramai cosa fatta e la Conferenza Stato-Regioni convocata per giovedì non dovrebbe che ratificare.

Come anticipato da CorCom l’accordo Stato-Regioni (all’odg della Conferenza convocata per giovedì) rappresenta una delle tappe fondamentali della roadmap messa nero su bianco nella delibera Cipe che ha stanziato i primi 2,2 miliardi di fondi, di cui 300 milioni a disposizione per quest’anno.

Dopo la delibera Cipe di agosto il Cobul ha optato per l'intervento diretto nelle aree bianche (cluster C e D). Secondo l’ultima consultazione al 2018 sono circa 7.300 i Comuni con almeno un’area comunale interamente bianca (non coperta da Ngn), di questi 5.500 sono Comuni non raggiunti dalla banda ultralarga. Le unità abitative nelle aree bianche sono circa 8,8 milioni per una popolazione di circa 19 milioni.

L’accordo di giovedì definirà le modalità di ripartizione dei fondi regionali “a seconda del fabbisogno nelle varie aree del Paese e quindi dando la priorità alle aree più scoperte”, ha sottolineato Giacomelli. Di fatto le risorse saranno modulate all’occorrenza. Non senza una contropartita per le Regioni: stando a quanto annuncia il sottosegretario “è allo studio un modello di comproprietà della rete fra Infratel e Regioni”. Una soluzione “inevitabile” considerato che parte delle risorse per la realizzazione delle nuove reti sarà messa in campo proprio dalle Regioni.

Dopo l’accordo con le Regioni sarà la volta della Commissione Ue: “Stiamo rispondendo ai quesiti a seguito della pre-notifica del piano per le aree a fallimento di mercato e auspichiamo entro fine mese la notifica formale del documento o al massimo entro le prime due settimane di marzo”. “Intanto però si va avanti”, ha puntualizzato Giacomelli nell’annunciare insieme con l’assessore Affari Regionali Gianmario Demuro il Piano della Sardegna dove sono già partiti interventi per la banda ultralarga grazie a fondi regionali della precedente programmazione. Anche altre 7 regioni sono partite o stanno partendo in questi giorni con piani Bul (Abruzzo, Calabria, Marche, Lazio, Puglia, Lombardia, Toscana) per un totale di 700 Comuni. L’intervento diretto in Sardegna ha un costo di 56 milioni: saranno interessati 324 comuni per un totale di 507.577 cittadini e 278.768 unità immobiliari (UI). Di questi in 15 Comuni (per un totale di 48.196 cittadini e 56.521 UI) verrà realizzata una rete FTTB/H.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 02 Febbraio 2016

TAG: banda ultralarga, fondi regionali banda ultralarga, antonello giacomelli, accordo stato-regioni banda larga

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