Ecco il piano Telecom-Metroweb. Governance e regole sul tavolo Agcom

L'INCONTRO

Incontro in Authority fra i vertici di Telecom, Metroweb e F2i per discutere sulla creazione della "newco". In ballo investimenti per 2,5 miliardi per cablare 250 città. Ma bisognerà fare i conti con le regole di accesso alla rete in modo da garantire gli Olo

di Mila Fiordalisi

Cablare 250 città con tecnologia Ftth: sarebbe questo l’obiettivo alla base della “liaison” che vedrebbe protagoniste Telecom Italia e Metroweb attraverso un investimento stimato in 2,5 miliardi di euro. L’operazione, stando a rumors, prevederebbe l'acquisto di una quota di maggioranza di Metroweb (il 67%) da parte di Telecom Italia con un’opzione a salire, successivamente, fino al 100%.

Il “dossier” Metroweb, dunque, è aperto. Ma la società capitanata da Marco Patuano e Giuseppe Recchi prima di chiudere la partita dovrà venire a capo di due questioni importanti: quella delle regole di accesso alla nuova rete e quella della governance societaria. Ed è stato proprio questo il tema all’ “odg” dell’incontro in Agcom che ha visto protagonisti Patuano, l’ad di Metroweb Alberto Trondoli, i vertici del socio di maggioranza F2i (in quota Metroweb con il 53,8%) e il presidente dell’Authority Marcello Cardani. Un incontro, a cui ne seguiranno altri, che punta a mandare avanti le trattative.  Il “veicolo” individuato per l’operazione sarebbe Metroweb Sviluppo (partecipata al 100% da Metroweb).

"Abbiamo avuto un incontro molto preliminare con l'Agcom al fine di capire il contesto regolatorio applicabile per un'eventuale operazione", ha dichiarato Patuano lasciando la sede dell'Autorità confermando “l'interesse di Telecom Italia allo sviluppo della banda larga”. Definire le regole applicabili ai piani d'investimento e garantire la parità di accesso agli operatori alternativi i temi che sarebbero stati affrontati nell’incontro preliminare Patuano ha puntualizzato la necessità di una “pax regolatoria”: “Non si può continuare a bisticciare all'infinito.  Stiamo parlando di investimenti molto cospicui in un ambiente in cui le regole e il modo in cui operano gli operatori sia cooperativo e collaborativo".

Intanto si va verso un'ulteriore proroga della lettera di intenti siglata a fine maggio tra F2i, Fsi (Cdp), Wind e Vodafone per la realizzazione del piano della banda ultralarga attraverso Metroweb.

Ad un eventuale trattativa con Metroweb si era detta “aperta” anche Enel .L’Ad della energy company Francesco Starace, a margine della convention di Madrid in cui è stato svelato il nuovo logo della società, ha risposto con un “può darsi” alla domanda se l’azienda fosse interessata a rilevare la società della fibra milanese, aggiungendo che “è una delle opzioni”. Starace ha evidenziato poi che “al suo interno (di Metroweb, ndr) ci sono delle competenze che possono essere utili alle nostre attività”.

"Stiamo parlando con tutti, siamo aperti a tutto e esamineremo al momento opportuno la cosa migliore da fare alla luce del programma di Governo - di fare investimenti sulla banda ultralarga - e alla luce della valorizzazione del nostro investimento in Metroweb", ha dichiarato nei giorni scorsi il presidente della Cassa Depositi e Prestiti, Claudio Costamagna in merito a una possibile cessione di Metroweb a Telecom Italia . "La banda larga è qualcosa di essenziale e va fatto - ha proseguito il presidente Cdp - E' un'infrastruttura, il nostro core business è finanziare le infrastrutture per cui chiunque ci porti un progetto di investimento nella banda larga in Italia noi siamo prontissimi ad aiutare, a finanziare e fare tutto quello che dobbiamo fare”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 02 Febbraio 2016

TAG: banda ultralarga, dossier metroweb

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