“Consolidamento telefonia mobile: l’Europa sbaglia tutto”

CONCORRENZA E TLC

Duro attacco del Wall Street Journal al commissario Vestager. "Il consolidamento fa bene agli investimenti. Tre operatori cellulari in un Paese sufficienti ad assicurare la concorrenza"

“Se l’Europa mira a un’economia digitale florida, la politica migliore per Bruxelles è cambiare rotta”: l’avvertimento, con i modi secchi che a volte lo contraddistinguono, è venuto oggi dalle pagine del quotidiano finanziario americano Wall Street Journal che in una rticolo rivolge le sue sue attenzioni alla politica portata avanti dalla commissaria alla Concorrenza Margarethe Vestager

Il giudizio è netto: “La capacità di Bruxelles di promuovere l’economia digitale europea sta di nuovo fallendo”. L’ultimo esempio, secondo il giornale finanziario americano è l’ostilità dimostrata da Vestager (e l’altro giorno anche dal nuovo capo di Ofcom Sharon White) nei confronti del progetto di integrazione tra i due operatori mobili britannici Three e O2, su cui l’autorità europea dovrebbe deliberare questa primavera.

Secondo il WSJ, invece, quell’accordo “rappresenta l’ultimo dei tentativi di razionalizzazione del mercato europeo delle telecomunicazioni mobili”. E, nonostante la società che nascerebbe dalla fusione diventerebbe il maggiore operatore mobile britannico davanti a EE e Vodafone, “ci sarebbe concorrenza in abbondanza per un Paese delle dimensioni della Gran Bretagna e Il consolidamento dà ai rimanenti operatori la possibilità di stabilire prezzi a livelli tali da garantire investimenti in nuove tecnologie”. Tanto più che l’ok di Bruxellesa simili operazioni è arrivato anche in Austria, Germania e Irlanda dove sono rimasti sul mercato tre operatori mobili.

Al contrario, Vestager ha di fatto bloccato il progetto di integrazione tra Telenor e Teliasonera nella sua nativa Danimarca e ha espresso l’idea secondo cui il “numero magico” per gli operatori sarebbe quattro.  

“Questo non è un modo di fare politica basato sui fatti”, accusa il giornale.

Alcuni studi hanno dimostrato che nei mercati che hanno sperimentato il consolidamento c’è stato un innalzamento delle tariffe mensili medie. Ma i dati suggeriscono anche che questo innalzamento è stato accompagnato da un utilizzo più massiccio dei servizi di telefonia mobile, il che significa che il prezzo medio che l’utente paga per ogni unità di dati inviata o ricevuta è diminuito.

Secono il giornale americano va anche presa in considerazionea la sfida che le nuove tecnologie lanciano agli operatori tradizionali. I ricavi derivanti dai messaggi di testo sono già precipitati per effetto della proliferazione di servizi di messaggistica gratuiti o quasi, come iMessage di Apple o WhatsApp di Facebook. Ed in arrivo c’è un’altra minaccia: l’espansione della copertura Wi-Fi, che permette agli utenti di navigare in Rete o fare telefonate via Internet, senza pagare l’operatore per il consumo di dati o di minuti.

Questi e molti altri sviluppi impongono all’operatore di livellare i prezzi in base a quelli dei propri competitor. Lo scopo del consolidamento per gli operatori è proprio quello di provare a trovare una struttura di mercato che permetta loro di effettuare investimenti in nuove tecnologie. Investimenti – è la conclusione del WSJ -  che nel tempo conducono a un abbassamento dei prezzi e a un miglioramento dei servizi offerti ai clienti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 04 Febbraio 2016

TAG: Margarethe Vestager, Wall Street Journal, consolidamento mobile

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