Aggirato il blocco di Apple: al tribunale di Milano i dati di un iPhone

PRIVACY & GIUSTIZIA

Ottenuti chat, foto, video e altre info dallo smartphone di un imputato grazie al software di una società israeliana in grado di "hackerare" il sistema di casa Cupertino. Ma non l'ultima versione dell'Os

di Andrea Frollà

Violare l’iPhone di qualcuno sotto processo per ottenere informazioni utili alle indagini? Questione di sistema operativo. Mentre negli Usa prosegue la guerra della privacy tra Apple e l’Fbi, in Italia il Tribunale di Milano ha ottenuto in modo piuttosto semplice chat, foto, video e dati dell’iPhone di Alexander Boettcher, imputato per l’agguato con l’acido ai danni degli uomini che avevano avuto rapporti intimi con la sua amante.

Senza toccare i nervi di Cupertino, il consulente del Tribunale milanese si è rivolto a una società israeliana ma con sede a Monaco, che ha sviluppato un software in grado di sfondare il muro di protezione dello smartphone di casa Apple. In poco tempo nel capoluogo lombardo sono arrivati senza alcun problema i dati del cellulare.

Perché, chiederete voi, non hanno fatto lo stesso negli Usa? La risposta è semplice: il software dell’azienda israeliana è in grado di violare gli iPhone fino al sistema operativo iOs 8, proprio come quello di Boettcher. Quello degli attentatori di San Bernardino è invece aggiornato all’ultima versione, che il software della società situata in Germania non è ancora riuscito a violare. Secondo gli esperti è però solo questione di tempo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 29 Febbraio 2016

TAG: privacy, apple, blocco, ios8, milano, software, cybersecurity

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