Samsung, "split" in vista per spingere i dividendi

STRATEGIE

Avviato uno studio di fattibilità sulla separazione in due entità della divisione ammiraglia. Una mossa per placare la pressione degli azionisti, a cui intanto saranno garantiti dividendi superiori rispetto a quelli del 2015. Novità in vista anche per la governance

di Andrea Frollà

La divisione Electronics di Samsung potrebbe separarsi in due. Rischia di essere questo l’effetto della pressione costante degli azionisti sul colosso sud-coreano alla prese con diverse grane, dal fallimento degli smartphone Note 7 al coinvolgimento nella maxi inchiesta per una presunta corruzione ai vertici statali di Seul. Come emerso in un comunicato diffuso da Samsung per la call odierna sulla strategia di Gruppo, si sta pensando ad uno split societario, che dia vita ad una holding e a una società operativa.

“La revisione non indica la direzione o del consiglio in un senso o nell'altro”, spiega Samsung aggiungendo di aver assunto consulenti esterni per una sorta di studio di fattibilità da elaborare in almeno sei mesi. Tempo necessario per mettere su carta quello che sarebbe il più grande progetto di revisione strutturale in quasi 50 anni di attività. Un’operazione che, tra l’altro, potrebbe facilitare l'ascesa al vertice di Lee Jae-Yong, entrato nel board a ottobre ed erede del patriarca Lee Kun-Hee, a riposo da tempo dopo una crisi cardiaca.

Tra i principali fautori di una riorganizzazione della governance di Samsung c'è il fondo d'investimento Usa Elliott, controllato dal miliardario Paul Singer, che detiene lo 0,62% del capitale di Samsung Electronics. L’hedge fund da tempo sta chiedendo una divisione in due della società e lo sbarco a Wall Street. Più in generale, la famiglia del patriarca Lee Kun-Hee è stata spesso criticata per la gestione opaca e poco trasparente. Anche per questo l’apertura a un cambio di rotta strutturale e di governance non appare dunque casuale.

Se questa ipotesi non bastasse a calmare gli azionisti, ci sarà poi un aumento dei dividendi previsti a una quota di oltre 4 trilioni di won (circa 3,4 miliardi di dollari), per un aumento del 30% rispetto a quelli sganciati nel 2015. Bisognerà ora vedere come reagirà il mercato a queste due novità e alle linee strategiche descritte oggi dai vertici della società, che ha indicato i quattro i pilastri su cui fondare la rinascita dopo il duro colpo ai conti e all’immagine arrivato con i Note 7 e non solo: sviluppo di soluzioni all’avanguardia, dirottamento degli investimenti verso le opportunità a maggior potenziale, focus sulle competenze core e maggior valore per gli shareholder. Interessanti anche le previsioni contenute nella parte relativa alla governance, in cui si legge che fra le iniziative che verranno intraprese ci sarà “l’invito di nuovi membri con esperienza corporate internazionale” e la “creazione di un Governance Committee che comprenda direttori indipendenti”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 29 Novembre 2016

TAG: samsung, electronics, smartphone, note 7, governance

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