Maite Bulgari: "Tecnologia spaziale per la Biblioteca Vaticana"

L'INTERVISTA

La presidente di Digita Vaticana: "Uniamo tradizione e innovazione: al centro del progetto il sistem Fits della Nasa che assicura la conservazione a lungo termine dei manoscritti"

di Federica Meta

Conservare rendere accessibile a tutti lo straordinario patrimonio della Biblioteca Apostolica Vaticana. E' la mission di Digita Vaticana, guidata da Maite Bulgari che racconta a CorCom come la Onlus sta portando avanti il progetto di dematerializzazione dei testi.

Presidente Bulgari, ci racconta l'iniziativa di cui vi state occupando? 

Digita Vaticana sostiene il progetto di digitalizzazione degli 80mila manoscritti conservati presso la Biblioteca Apostolica Vaticana. Uno degli ultimi progetti promossi dall’Associazione ha avuto come protagonista la digitalizzazione e la stampa 3D del Folio XXII recto del Virgilio Vaticano. Una pagina di una delle più antiche testimonianze dell’Eneide, volume realizzato a Roma intorno al 400 d.C. La stampa è stata realizzata in una tiratura limitata di 200 copie certificate dalla stessa Biblioteca. I primi esemplari sono già stati inviati a tutti coloro che hanno aderito all’iniziativa e ne hanno apprezzato l’importante valore culturale.

Che tipo di tecnologie utilizzate?

Nel lavoro di digitalizzazione la Biblioteca Vaticana utilizza il formato FITS, una tecnologia creata dalla NASA per la memorizzazione di immagini e dati di astronomia e astrofisica spaziale, una tecnologia progettata per la conservazione a lungo termine di dati e documenti. Per la stampa del Folio XXII è stata utilizzata, in particolare, una speciale tecnologia di stampa 3D sviluppata da Canon, caratterizzata da una leggera texture in rilievo capace di esaltare alcuni particolari come i bordi irregolari della pergamena e i riflessi dorati delle lettere.

Con quali partner state realizzando l'iniziativa?

Il lavoro è portato avanti in stretto contatto con la Biblioteca Apostolica Vaticana, che però è molto più che un partner! L’Associazione inoltre si avvale di altri partner d’eccellenza come NTT Data Corporation e Canon Inc., Degagroup e Federlazio.

Ci può fare un bilancio dell'attività svolta finora?

Molto positivo. Ad oggi, grazie al lavoro dell’Associazione, è già possibile consultare più di 6.000 manoscritti, ma c’è ancora molto da fare, per questo invito tutti a sostenere gli sforzi della nostra Onlus. La Biblioteca Vaticana raccoglie e conserva volumi e scritti che hanno tramandato fino ai giorni nostri il patrimonio culturale e di pensiero che è alla base della nostra civiltà. Con il lavoro di Digita Vaticana sarà possibile continuare a tutelare e salvaguardare questo patrimonio, con l’obiettivo di trasmettere queste preziose testimonianze alle nuove generazioni, sfruttando gli strumenti più avanzati che la tecnologia ci mette a disposizione e rendendoli allo stesso tempo accessibili a tutti, gratuitamente, in una biblioteca digitale on line. C’è poi un importante aspetto scientifico: la digitalizzazione aprirà il campo a nuovi metodi di ricerca e nuove scoperte. Pensiamo ad esempio a quanti studiosi da ogni parte del mondo potranno consultare e studiare i manoscritti senza dover pianificare per forza un viaggio a Roma. Inoltre, sarà molto più semplice mettere a confronto diversi manoscritti e man mano che il progetto andrà avanti si potranno svolgere ricerche mirate e incrociate, attraverso parole-chiave, che non sono paragonabili ai sistemi “manuali” utilizzati fino ad oggi.

Che ruolo può svolgere il digitale nella nella conservazione dei beni culturali?

È un’alleanza strategica e il lavoro di Digita Vaticana lo conferma. L’Ict è quel filo che ci consente di unire la tradizione e l’innovazione, il passato e il futuro. Ma questa non è solo una “bella immagine”, un concetto astratto. È qualcosa di reale, che accade davvero. E nei laboratori di restauro e digitalizzazione della Biblioteca Vaticana si vive ogni giorno.

Avete in catiere nuovi progetti?

Stiamo chiudendo un accordo con una fondazione lussemburghese per la digitalizzazione di un corpus di manoscritti molto antichi, legati ad un ambito culturale ben preciso. Grazie a questo contributo, che in questo caso nasce da specifiche esigenze di studio e di ricerca, questi antichi documenti saranno per la prima volta accessibili a tutti. Abbiamo poi in cantiere un grande progetto multimediale, pensato per avvicinare il grande pubblico ai manoscritti. Un tema certamente complesso ma che noi siamo convinti possa essere, se comunicato nel modo giusto, ricco di fascino per chiunque.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 21 Dicembre 2016

TAG: digita vaticana, maite bulgari, biblioteca apostolica vaticana

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