Open Italy, un ponte fra grandi imprese e startup

STRATEGIE

Elis e Anas lanciano lo start-up contest che facilita il dialogo tra aziende e imprenditorialità giovanile per promuovere l’innovazione come motore di sviluppo del Paese

di Carlo Salatino

Nell’era della digital distruption e della digital transformation, degli unicorni e delle organizzazioni esponenziali, l’innovazione è sempre più importante e spesso fondamentale per le aziende che vogliono competere e in taluni casi sopravvivere. Tuttavia quando si parla di vera innovazione numerosi sono gli ostacoli che le grandi imprese spesso devono fronteggiare: processi burocratici, scarsa agilità organizzativa, resistenza al cambiamento, rischi, incertezze, etc.

L’esatto contrario delle startup caratterizzate da idee innovative, grande entusiasmo, snellezza e velocità di azione ma quasi sempre senza un’adeguata struttura di capitali e relazioni necessarie per entrare sul mercato.

Per avvicinare questi due mondi ancora troppo distanti, è stato lanciato ieri dal Consorzio Elis e Anas il programma Open Italy finalizzato proprio a supportare la crescita delle startup italiane e il processo di innovazione delle grandi aziende. Come affermato dal Direttore del Consorzio Elis, Pietro Papoff, davanti a un panel di oltre 80 partecipanti tra amministratori delegati, esperti di innovazione, referenti aziendali, startupper e venture capitalist, l’obiettivo è quello di “creare un ponte tra le grandi imprese e le startup per portare all’interno delle aziende la spinta innovatrice dei giovani e al contempo favorire l’imprenditorialià giovanile”.

Il programma, che si svolgerà nel corso del semestre di Presidenza Anas del Consorzio Elis, sarà articolato in diverse fasi che, partendo da circa 100 startup pre-selezionate dagli acceleratori e dai Venture Capitalist aderenti, porterà, attraverso sessioni di audizioni, demo-day, sviluppo business case, alla selezione delle migliori 5 che saranno sostenute nella loro crescita anche attraverso l’assegnazione di vere e proprie commesse da parte delle grandi aziende partner. Il perimetro di applicazione dell’innovazione è relativo ad ambiti quali: cybersecurity, smart building/home, smart city, sistemi di pagamento (blockchain, digital payment), mobilità sostenibile, predictive maintenance in ottica Industry 4.0.

Tra i principali acceleratori/Venture Capitalist coinvolti si hanno: HFarm, LUISS EnLabs, Digital Magics, Nana Bianca, Spinnvest, Invitalia Venture, Talent Garden, United Ventures, Innogest, Polihub, I3P, fondo 360, BIC Lazio, Primo Miglio, Impacthub, P101, 42Accelerator, Peekaboo, PiCampus

L’amministratore delegato di Anas, Gianni Armani, ha introdotto il programma sottolineando come questo rappresenti un’occasione molto importante per tutte le aziende coinvolte per fare innovazione insieme, mettere a fattor comune le proprie best practice aziendali e condividere i rischi grazie al supporto e al coordinamento della task force Elis.

Maximo Ibarra, amministratore delegato di Wind Tre, ha esordito affermando che l’innovazione non è uno dei tanti progetti ma una necessità per cui bisogna porre attenzione ai fattori culturali e organizzativi decisivi per una sua corretta gestione. Secondo il manager, in primo luogo è necessario comprendere come fare innovazione in modo spontaneo e naturale per cercare di superare il rischio di ingessatura legato ai processi aziendali, che troppo spesso rappresentano un vero e proprio ostacolo alla diffusione dell’innovazione. Vi è poi una questione culturale legata alla scarsa propensione ad innovare delle persone che lavorano in azienda. Ben vengano, quindi, le iniziative di contaminazione con realtà esterne come le start-up. Tuttavia, ad oggi il 70% delle aziende non ha mai avviato un processo di open innovation e il 50/55% non ha mai collaborato con le start-up. Inoltre, anche l’organizzazione aziendale per silos, figlia dei modelli degli anni 70’ e 80’, non favorisce la sperimentazione di iniziative evolutive di tipo esponenziale in linea con i ritmi del cambiamento odierno. In definitiva, per il manager della società di TLC, è necessario aprirsi, con pragmatismo e con il giusto committment, tramite l’impegno in prima persona dei vertici aziendali, a chi ha già seguito un percorso di cambiamento per cercare di acquisire le giuste competenze e attitudini.

Anche per Ernesto Ciorra, Direttore della Funzione Innovazione e Sostenibilità di Enel, le aziende devono affrontare in modo strutturato il tema dell’innovazione, sia quella che può essere generata all’interno dai propri dipendenti sia quella proveniente dall’esterno ovvero dal mondo delle start-up. E’ necessario quindi che ogni impresa si doti di un Chief Innovation Officer che guidi con la giusta autorità la diffusione pervasiva dell’innovazione avvalendosi di appositi referenti a supporto di tutte le funzioni aziendali. Secondo l’esperto, le grandi imprese dovrebbero trovare start-up a loro utili e queste dedicare un vero piano di sviluppo industriale eventualmente anche in partnership con i Venture Capitalist.

Secondo Luigi Capello di LVENTURE, è fondamentale che le grandi imprese favoriscano il giusto ecosistema per la crescita delle start-up supportando attivamente gli hub di innovazione.

 

 

 

Carlo Salatino

 

Tags: Elis, Pietro Papoff, Maximo Ibarra, Ernesto Ciorra, Gianni Armani, Enel, Anas, Wind Tre, Start-up, Innovazione, Open Innovation

©RIPRODUZIONE RISERVATA 07 Febbraio 2017

TAG: open italy, startup, elis, anas

SCARICA L'APP PER IL TUO
SMARTPHONE O TABLET
App Store App Store