Bugliesi (Ca' Foscari): "Cybersecurity volano per Industria 4.0"

L'INTERVISTA

Il rettore dell'ateneo veneziano: "Le università possono svolgere un ruolo fondamentale. Competence center chiavi di volta". Fari sulla cross fertilization

di Mario Dal Co

Cybersecurity, cross fertilization e industria 4.0. L'Università Ca' Foscari di Venezia mette in campo l'artiglieria pesante per affinare la sua offerta formativa. A raccontare come si sta muovendo l'ateneo, il rettore Michele Bugliesi.

Ca' Foscari,  con il Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica (CINI),  ha promosso ItaSec17, conferenza nazionale sulla cyber security conclusasi il 20 gennaio scorso a Venezia: il tema è all’ordine del giorno dell’attività di formazione e ricerca?

Ca’ Foscari ha maturato una storia ricca di ricerca e formazione nel Dipartimento di Scienze Ambientali Informatica e Statistica. E’ un ambiente con forte specializzazione disciplinare, ma al contempo con una attitudine allo scambio di esperienze e alla fertilizzazione che deriva dal confronto di esperienze di ricerca diverse. Io stesso ho maturato negli anni la convinzione che il rigore scientifico si deve confrontare e misurare con problemi che sorgono ai confini della disciplina, intesi come i luoghi dove la disciplina può offrire soluzioni utili all’industria e al cittadino e  dove i problemi della ricerca in campi differenti pongono sfide nuove al proprio ambito disciplinare. E’ del tutto evidente, infatti, che per sviluppare strumenti e piattaforme software efficaci e fruibili, è necessaria una pluralità di competenze ed una sintesi di esperienze, di informatici, economisti, esperti di design e di psicologia.  Allo stesso modo gli sudiosi delle scienze umani  ricorrono sempre con maggior frequenza alle risorse che offre loro l’informatica, nell’analisi linguistica, nella catalogazione dei beni culturali, nell’indagine iconografica. Sono, questi, tutti ambiti nei quali Ca' Foscari offre un terreno di straordinaria ricchezza e tradizione. Vengo infine all’area più densa di domande sociali e di quesiti di ricerca: la cyber security,  un tema ormai non più solo specialistico, ma di valenza ampia e trans-disciplinare,  su cui la nostra Università si sta impegnando a fondo, anche con la Conferenza Nazionale ItaSec17. Vogliamo partecipare allo sviluppo della rete delle competenze, pensiamo di poter dare un contributo significativo sia nella ricerca, sia nella formazione. Il nostro Ateneo è da tempo  molto attivo nella promozione di scambi e percorsi di sviluppo professionale, a contatto con esperti, operatori, aziende che si muovono nel mercato e ne vivono le dinamiche. Abbiamo risultati importanti anche nel settore della ricerca applicata ed esperienze di successo, come quella sviluppata con lo spin-off Cryptosense, costituito da INRIA e Ca’ Foscari, che ha già rapporti con  le maggiori banche europee collabora con le principali istituzioni europee e americane.

Quali iniziative porta avanti il suo Ateneo sul tema della cross fertilization?

La nostra università ha investito da tempo anni in una serie di programmi di formazione inter e multi disciplinare in vari ambiti. Sui temi della cultura digitale, ad esempio, abbiamo da tempo sviluppato un master in Digital Humanities, e lanceremo quest’anno una nuova laurea triennale in Digital Management per  formare figure professionali in grado di gestire le trasformazioni digitali nelle aziende e nelle istituzioni. Anche nella ricerca, la nostra iniziativa  Research for Global Challenges pone la cross-fertilization e la compresenza di esperti di diversi settori come elemento fondante di un  programma di ricerca di Ateneo centrato sulle sfide globali del nostro tempo. Stiamo, infine, lanciando un’iniziativa straordinaria, che spero troverà rispondenza in questa straordinaria città, così densa di patrimonio culturale e così curiosa, da sempre, verso il mondo, non ultimo quello delle nuove tecnologie. Si chiama Science Gallery, un progetto che collocheremo in un edificio produttivo completamente ristrutturato e ridefinito nelle sue funzionalità, per ospitare le iniziative della contaminazione tra  arte e scienza, basate sull’incontro di tecnologia e sapere umanistico.

Negli Stati Uniti il National Institute of Standards and Technology (NIST) ha promosso insieme alle Università e alle imprese una iniziativa nazionale per l’educazione alla cyber security (NICE).  Serve anche in Italia un’iniziativa simile?

Le aziende, negli Stati Uniti e anche in Europa, lamentano una carenza di offerta di specialisti in grado di rispondere alle esigenze crescenti delle aziende, ma anche della amministrazioni pubbliche. Non mancano iniziative per lo sviluppo delle competenze curricolari a livello post diploma delle superiori, come i Community College, che negli Stati Unititi forniscono diplomi biennali che consentono eventualmente il prosieguo dello studio universitario: già a questo livello iniziale, si sta investendo per lo sviluppo di curricula dedicati alla cyber security.  Sarebbe utile che anche in Italia ci fosse un primo orientamento sui temi nuovi dei big data  e della sicurezza digitale fin dalle secondarie superiori. Una interessante iniziativa in questa direzione è il nuovo piano Italia – Industria 4.0, promosso dal Ministro Calenda:  al suo interno la formazione sui temi della data analytics e della cyber-security giocano un ruolo fondamentale. E’ un piano a cui Ca’ Foscari parteciperà, costituendo uno dei Competence Center Nazionali insieme alle Università del Nord-est.  Su questi stessi temi, il  nostro Dipartimento di  Informatica a ha una lunga e consolidata esperienza a  tutti i livelli formativi: triennale, specialistico e di dottorato e dispone di grandi laboratori di informatica nella nuova sede di via Torino, di fronte al Parco Scientifico Vega in una posizione strategicamente vicina al mondo delle imprese. Ca’ Foscari crede nella qualità della formazione indirizzata ai temi emergenti, relativi all’analisi dei big data e alla cyber security: puntiamo allo sviluppo di competenze di eccellenza, in grado di gestire e risolvere i problemi complessi che la sfida globale pone alla ricerca, al nostro Paese e alle nostre imprese. Abbiamo caratterizzato in questa direzione le lauree specialistiche del curriculum dedicato all’Affidabilità del Software e Cyber Security e del curriculum su Data Management e Analitics. Due curricula che dimostrano di incontrare interesse crescente da parte degli studenti e delle imprese. E’ questo, forse, il miglior contributo che possiamo dare per rendere più competitivo questo settore della ricerca, dell’economia e della regolazione pubblica: un contributo  per far crescere questo settore decisivo e per creare un ecosistema capace di sviluppare nuove imprese e  nuove competenze.

 

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 13 Febbraio 2017

TAG: michele bugliesi, ca' foscari, cybersecurity, industria 4.0, cini

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