Comarch trova casa a Milano. Dąbrowski: "Italia mercato promettente"

L'INTERVISTA

Il vp della multinazionale del software e system integration: "Siamo al fianco delle telco per il passaggio ai nuovi servizi digitali. Porte aperte a banche, finance & insurance, compagnie aeree, oil&gas, utility, enterprise resource planning e healthcare"

di Antonello Salerno

“Il mercato italiano è molto promettente ma estremamente competitivo e consolidato. La penetrazione del mobile è tra le più alte in Europa. L’obiettivo degli operatori è fornire il miglior servizio in termini di qualità, assicurando un passaggio rapido e semplice ai nuovi servizi digitali, un campo in cui se si rimane indietro si rischia di perdere terreno, e quindi quote di mercato. La aziende italiane hanno finora mostrato di apprezzare la flessibilità offerta da Comarch, l’approccio individuale e l’abilità di adattare le soluzioni alle loro esigenze specifiche. Ora avere un ufficio a Milano ci consentirà di reagire immediatamente alle necessità delle aziende locali, di costruire con loro relazioni sempre più fruttuose e di mantenere la fiducia che ci siamo guadagnati”. Lo dice a CorCom Marcin Dąbrowski, vice-President, membro del Management Board e direttore della divisione telecomunicazioni di Comarch, illustrando i piani per l’Italia della multinazionale del software e della system integration.

Dąbrowski, Comarch è nata nel 1993, e la sua storia è quella di una crescita costante fino a oggi. Quali sono gli elementi chiave della vostra strategia?

Per più di 20 anni abbiamo fatto affidamento sulla crescita dell’azienda, costruendo il nostro percorso sulla base dell’espansione internazionale, sull’aumento costante del fatturato e del personale, sull’apertura di nuove sedi e filiali. Nel campo delle telecomunicazioni vantiamo già collaborazioni con le più grandi realtà del settore su scala mondiale, incluse telco del calibro di Telefónica, Vodafone, T-Mobile e Kpn.  La nostra strategia si basa sulla cura di queste collaborazioni, e sull’espansione geografica, per rafforzare la nostra presenza dove intravediamo le migliori opportunità di business. Nell’imminente futuro abbiamo in programma di esplorare nuovi mercati, come tra gli altri il Giappone e il Canada. Al di là dell’Europa, che tradizionalmente è il territorio da cui proviene la maggior parte del nostro fatturato, stiamo costantemente accrescendo la nostra presenza in Medio Oriente e in America latina. Inoltre puntiamo molto sugli investimenti in ricerca e sviluppo, in nuove tecnologie e prodotti innovativi, per adeguarci ai cambiamenti del mercato e alle necessità delle aziende. Negli ultimi tempi abbiamo concentrato l’attenzione su soluzioni basate sulla virtualizzazione delle reti (SDN/NFV), sull’approccio omnichannel, sull’Internet of Things, oltre che su servizi, sistemi e analytics in cloud.

Che lettura dà del mercato potenziale di Comarch in Italia, e in che settori potrete espandere la vostra presenza?

L’Italia è il terzo paese in Europa per rilevanza economica, ed è tra i primi dieci paesi in termini di Pil, rappresentando per questo motivo uno dei mercati chiave per Comarch in Europa. Con la sua offerta di soluzioni innovative che aiutano le telco a migliorare l’efficienza del loro business e ottimizzare i costi, Comarch giocherà un ruolo importante a fianco dei service provider italiani nel campo delle comunicazioni. Aggiungerei però che offriamo soluzioni innovative non soltanto nel settore delle telecomunicazioni, ma anche in numerosi altri ambiti, come quello delle banche, finance & insurance, compagnie aeree, oil&gas, utilities, enterprise resource planning ed healthcare. Abbiamo già alle spalle collaborazioni pluriennali con clienti italiani come Unicredit, MedicAir, Metro Group, Etihad-Alitalia, e vediamo una grande potenzialità di sinergie con le aziende italiane. Con la nuova sede a Milano potremo dare una risposta al mercato locale nel modo più veloce ed efficiente.

Il mercato delle telecomunicazioni in Italia sta cambiando con il piano del governo sulla banda ultralarga e il nuovo assetto degli operatori mobili. Questa situazione può tradursi in nuove opportunità per Comarch?

Il piano del Governo italiano sulla banda ultralarga rappresenta una grande opportunità per le telco italiane. Per nuovi player come Open Fiber è una chance importante per dare una spinta decisiva al business mentre per gli operatori esistenti vuol dire nuovi investimenti, da sostenere in autonomia o insieme ad altri player. Una delle principali aree su cui concentrarsi per i fornitori di Servizi di telecomunicazioni per il 2017 sarà senza dubbio l’Internet of Things. I consumatori si aspettano che le nuove tecnologie rendano più semplici le loro vite, a partire dalle smart home, dagli assistenti personali e dalle self-driving-car.  Questo presuppone nuovi requisiti per le tradizionali attività delle telco: il raggiungimento di una crescita sostenibile presuppone una migliore pianificazione e un’ottimizzazione delle reti. Il mercato delle telecomunicazioni in Italia è già estremamente competitivo e lo diventerà sempre di più con la fusione Wind-Tre e l’aumento degli operatori “low-cost” come Iliad e Kena, che entreranno nel mercato a breve. Per distinguersi dalla concorrenza, i communication service provider devono trovare nuovi modi per massimizzare il potenziale delle loro infrastrutture e investire sulle più recenti tecnologie. Tutto ciò si traduce per noi in una grande possibilità di collaborazione, all’interno dei processi di trasformazione che la maggior parte delle telco hanno già implementato o stanno pianificando di mettere in pratica.

La digital transformation non coinvolge soltanto le telco, ma anche una quantità di aree di business, a partire dall’ IoT, dalle smart city e da Industry 4.0. Quale sarà il vostro ruolo in questo contesto?

Siamo sempre stati coinvolti nella ricerca di nuove tecnologie e nella loro integrazione in software che possano portare benefici ai nostri clienti. Continuiamo a farlo, insieme ai team che stanno lavorando sulla “software-driven transformation” nelle telecomunicazioni, anche nelle tecnologie emergenti come quelle per le smart cities, l’IoT e l’e-health. Al momento stiamo investendo massicciamente su soluzioni per le smart city e gli smart airports, dall’l’Internet of Things allo lo “smart parking”, dalle soluzioni di navigazione ai programmi di loyalty e di “gamification”. In questo quadro Comarch h si considera non soltanto come un fornitore di software, ma anche come un system integrator: abbiamo recentemente aperto la nostra linea di produzione di hardware per l’Iot e stiamo espandendo la nostra offerta di soluzioni per l’e-health. Il nostro lavoro nel campo dell’intelligenza artificiale sta riscuotendo grande interesse nel mondo delle banche e dell’automotive, mentre abbiamo recentemente sviluppato un assistente virtuale, Myra, destinato alle banche e alle istituzioni finanziarie.

Con la digital transformation sta nascendo e crescendo un nuovo mercato, anche nel campo della manifattura con Industria 4.0. Quali opportunità di business apre questo nuovo scenario?

Industria 4.0 dimostra che non soltanto le telco stanno affrontando un’epoca di grandi trasformazioni. L’industria sta diventando “smart”, pienamente automatizzata e autonoma. Nell’era dell’IoT ci focalizziamo sull’interoperabilità tra tutti i device, i robot, le machine, i computer, con uno scambio di informazioni tra gli umani e i device nel processo di decision making. Ci sarà bisogno di capacità di analizzare dati in tempo reale per portare valore ai clienti e agli utenti, creando sistemi in grado di imparare da se stessi per dare vita a servizi migliori. La nostra offerta include diverse soluzioni che rispondono a queste esigenze, come Comarch M2M Actionable Analytics o Comarch M2M Platform. Inoltre, stiamo sviluppando nuove e innovative soluzioni di anaytics nell’area IoT, per incontrare la crescente domanda di strumenti di questo genere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 22 Marzo 2017

TAG: Comarch, Marcin Dąbrowski, Telco, Tlc, Iot, Smart City, Industria 4.0

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