Cybersecurity, Cisco e Ibm uniscono le forze contro gli hacker

LA FIRMA

Partnership globale per lo sviluppo di prodotti, servizi e intelligence contro il cybercrime. Prevista anche una forte collaborazione sul fronte della ricerca

di Andrea Frollà

Cisco e Ibm collaboreranno per affrontare la crescente minaccia globale della criminalità informatica. Il colosso di San Josè e la divisione security di Big Blue hanno firmato un accordo che prevede la nascita di una stretta partnership su prodotti, servizi e nell'intelligence contro le minacce.

Le soluzioni di sicurezza di Cisco si integreranno con la piattaforma per la security intelligence di Ibm, per proteggere le organizzazioni a livello di reti, endpoint e cloud. L'accordo stabilisce anche un nuovo rapporto tra i team di ricerca sulla sicurezza Ibm X-Force e Cisco Talos, che inizieranno a collaborare nelle ricerche di intelligence sulle minacce e a coordinarsi sugli incidenti di grande rilevanza che riguardano la cybersicurezza.

“Ibm propone da tempo una collaborazione aperta e la condivisione di informazioni sulle minacce alla cybersicurezza - spiega Marc van Zadelhoff, general manager di Ibm Security -. Con la partecipazione di Cisco al nostro sistema immunitario di difesa, le aziende amplieranno notevolmente la loro capacità di fare un migliore uso delle tecnologie cognitive come Ibm Watson for Cyber Security. Inoltre, la collaborazione tra i team rappresenta un enorme vantaggio nella lotta contro la criminalità informatica”.

 “Combinando il portafoglio di sicurezza di Cisco con le operazioni e la piattaforma di risposta di IBM Security - commenta David Ulevitch, senior vicepresidente e general manager di Cisco Security -. Cisco e IBM portano prodotti e soluzioni eccellenti nella rete, negli endpoint e nel cloud insieme a funzionalità avanzate di analisi e orchestrazione”.

Nel 2016 Ponemon Institute ha rilevato che tale costo, per le società partecipanti al sondaggio, aveva raggiunto il massimo storico di 4 milioni di dollari - in crescita del 29% negli ultimi tre anni.  Inoltre, la lentezza nella risposta può incidere sul costo di una violazione: gli incidenti che hanno impiegato più di 30 giorni per essere risolti sono costati 1 milione di dollari in più rispetto a quelli risolti entro 30 giorni. Per contenere questi costi è quindi fondamentale garantire la visibilità delle minacce e bloccarle rapidamente; a tal fine occorre adottare un approccio integrato alla difesa dalle minacce. Il tandem Ibm-Cisco si propone come il miglior alleato per centrare questo obiettivo.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 31 Maggio 2017

TAG: ibm, cisco, sicurezza, hacker, cybercrime

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