Industria 4.0, Calenda: "La sfida è governare l'AI, il G7 marci unito"

IL SUMMIT

Oggi a Torino il summit dei grandi su Industria, Lavoro e Scienza. Il ministro dello Sviluppo economico: "Serve forte dichiarazione congiunta per definire i limiti e il percorso di sviluppo dell'intelligenza artificiale"

di F.Me.

Ci sono i temi etici e le implicazioni sul lavoro sollevati dallo sviluppo delle nuove tecnologie e dall’impatto atteso sull’economia globale. Dobbiamo ragionare su sfide e opportunità legati a intelligenza artificiale, standard e cyber sicurezza. I sette paesi democratici più forti devono trovare una posizione comune”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, intervistato da La Stampa. a Torino è tutto pronto per l'Innovation week italiana, come gli addetti ai lavori chiamano la settimana dei vertici su Industria, Scienza e Lavoro: taglio del nastro oggi con il G7 dell'Industria, presieduto dal ministro Carlo Calenda. Mercoledì è la volta del G7 della Scienza, padrona di casa la ministra Fedeli. Chiude il G7 del Lavoro il 29 e 30 settembre.

Per Calenda il risultato minimo accettabile è “una forte dichiarazione congiunta che cominci a definire i limiti e il percorso di sviluppo dell’intelligenza artificiale. Con criteri che noi vogliamo stringenti, perché l’innovazione è una opportunità, ma anche un rischio”. Stesso discorso per la  cyber sicurezza: “bisogna scambiare le migliori esperienze in seno al G7, anche per far fronte agli attacchi che spesso hanno come obiettivo le democrazie avanzate spiega - Bisogna poi discutere di standard, su chi li fissa e li gestisce. Non si può accettare che un dato gruppo produca un macchinario che dialoga solo con un certo software, perché così si limita l’accesso al mercato in particolare per le Pmi”.

Il ministro dettaglia anche il senso di un intervento sull’etica della quarta rivoluzione industriale, già iniziato con il secondo capitolo di Impresa 4.0. “Si tratta di impegnarsi perché si possano riqualificare le competenze che sono divenute obsolete per una parte dei lavoratori – dice -Il tema sarà al centro della politica industriale italiana ed europea nei prossimi anni. La partita delle competenze e della formazione va giocata in attacco anche per sconfiggere quel rifiuto della modernità che vediamo emergere ovunque nelle nostre società, dai vaccini alla sindrome Nimby”. 

Focus anche sul dossier Tim-Vivendi. Calenda ritiene che "ci siano gli estremi" per l’Italia per utilizzare la Golden Power per Telecom Italia. È attesa per oggi la decisione del governo in questo ambito.

Il governo sta valutando se infliggere a Vivendi una sanzione per non aver comunicato in tempo l’effettivo peso che ha sulle decisioni di Tim e soprattuto l’Italia potrebbe applicare la Golden Power per sterilizzare il potere dei francesi nella compagnia telefonica, che è ritenuta strategica per la sicurezza del Paese, visto che controlla anche le società di gestione dei collegamenti internazionali, la Sparkle, e delle conversazioni criptate e segrete dell’esecutivo, la Telsi. 

Vivendi, che possiede il 23,94% di Tim, sostiene di avere su Tim un peso “non sufficiente a determinare alcuno stabile esercizio di una influenza dominante”. Non la vede così la Consob, che ha giudicato quella dei francesi «una partecipazione di controllo di fatto». È ancora al lavoro, invece, l’authority francese per i mercati finanziari (Amf), che ha cominciato gli accertamenti solo pochi giorni fa.  In tutto questo Tim attende le decisioni del governo italiano e intanto prepara il cda per la successione all’ex Ad Carlo Cattaneo. 

 

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 25 Settembre 2017

TAG: carlo calenda, summit torino, g7, innovation week italian, industria 4.0, intelligenza artificiale

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