Copyright digitale, Mozilla: "Troppi vincoli allo snippet"

L'ANALISI

A rischio la libertà d'espressione con la proposta Ue, secondo la Fondazione cui fa capo il web browser Firefox. L'analisi di Federica Fulghesu: "Se la riforma dovesse essere approvata nella forma attuale, potrebbe rendere una consuetudine l'applicazione di filtri e il blocco di contenuti online minando la competitività e l'innovazione"

di Federica Fulghesu, Advocacy & Engagement Coordinator (Italy/Spain) Mozilla Foundation

Viviamo in un momento storico in cui l’uso delle tecnologie digitali è diventato indispensabile per il progresso di un’economia e società innovative, sostenibili e inclusive. Le piattaforme di creazione e condivisione di contenuti, l’industria musicale e dell’informazione, l’educazione, sono solo alcune delle attività che, ogni giorno, si devono confrontare con la regolamentazione dei diritti d’autore online e con un quadro giuridico superato.

Con la proposta di “Direttiva sul Copyright nel mercato unico digitale”, l’Unione Europea si accinge a fare un ulteriore passo indietro, in un settore da tempo bisognoso di riforme progressiste.

Se questa riforma dovesse essere approvata nella forma attuale, potrebbe rendere una consuetudine l’applicazione di filtri e il blocco di contenuti online, a discapito delle centinaia di milioni di cittadini Ue che utilizzano Internet ogni giorno, minando la competitività e l’innovazione dei paesi europei.

Per la Fondazione Mozilla, vi sono tre punti particolarmente problematici. L’articolo 11, che propone enormi cambiamenti in ambito di pubblicazioni di carattere giornalistico estendendo il copyright agli snippets (brevi estratti di contenuti online). Chiunque condivida il link di uno di questi contenuti, dovrà pagare una tassa all’editore responsabile della creazione dello stesso. Questo tipo di “protezione”, che durerà 20 anni e sarà retroattiva, metterà in gravissimo pericolo l’informazione indipendente e la diversità delle fonti presenti online, nonché i piccoli attori dell’editoria.

L’articolo 13, che impone l’adozione di filtri per i contenuti da parte di tutte le piattaforme online di condivisione, informazione ed espressione creativa. Servizi di grande utilità e rilevanza sociale diventerebbero responsabili dei contenuti caricati dagli utenti, che sarebbero sottoposti a loro volta a un’inaccettabile restrizione della loro libertà d’espressione.

L’articolo 3, che permette il libero utilizzo del Text e Data mining solo a istituti di ricerca scientifica, impedendo in questo modo l’evoluzione della ricerca indipendente, soffocando la competitività degli stati europei e tagliando fuori soggetti per cui questa tecnica sarebbe indispensabile a fini educativi, informativi e di ricerca (startups, ricercatori indipendenti, giornalisti, documentalisti, ecc).

Mozilla chiede di respingere gli articoli 11 e 12 della proposta di Direttiva e di estendere l’eccezione per l’estrazione di dati prevista dall’articolo 3.

A tal fine, in vista del voto presso la Commissione Juri previsto in Dicembre, incoraggia i cittadini europei a mettersi in contatto con i legislatori e chiedere una riforma migliore.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 10 Ottobre 2017

TAG: copyright digitale, riforma ue, direttiva europea, mozilla, federica fulghesu

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