Ovh, ecco il cloud made in Europe: "Pronti alla sfida mondiale"

STRATEGIE

Con un summit a Parigi l'azienda francese festeggia i primi 18 anni di attività. Il ceo Klaba: "Entriamo nell'età adulta con le carte in regola per competere con i big Usa". Nascono tre nuovi brand per affrontare la digital transformation

di Antonello Salerno

Da startup a multinazionale e leader europea del cloud. Quella di Ovh è una storia di crescita all’insegna dell’innovazione e con lo sguardo sempre rivolto al futuro. E oggi l'azienda celebra il suo 18esimo anno di vita, a Parigi, nel corso dell’annuale summit giunto alla quinta edizione.

Come in un videogioco, lo slogan dell’appuntamento 2017 è “Next Level”, il prossimo livello, la prossima sfida per affermarsi sul mercato internazionale all’insegna dell’innovazione e dell’open cloud, verso una standardizzazione tecnologica che trasformi il mercato in campo di gioco condiviso da tutti i player che potranno così sfidarsi sulla qualità e la componente innovativa dei propri servizi. Proprio per raggiungere questo obiettivo Laurent Allard, vicepresidente della società, ha annunciato la creazione della “Opencloud Foundation”, aperta al contributo di tutti gli stakeholder interessati al progetto. 

Intanto Ovh prosegue con l’espansione globale, con il takeover ormai completato in Usa sul VCloud Air business di VMware e la nascita di una nuova società basata in Virginia, con un suo board guidato dal Ceo Russell Reeder. Una realtà che conta già su una base clienti affermata e che ha in programma di implementare il proprio parco di data center passando dagli attuali 27 a 50.

Ma l’espansione internazionale non deve essere un ostacolo, nelle strategie di Ovh, all’attenzione da riservare ai singoli mercati e ai singoli clienti, e allo sviluppare una strategia di lungo termine con traguardo 2025, che mira a puntare sulla trasformazione digitale anche attraverso il sostegno alle startup e la ricerca nei campi tecnologici “emergenti” e più promettenti in prospettiva, come soltanto per fare un esempio l’intelligenza artificiale. 

A mettere in evidenza le prossime sfide per l’azienda, che ha in programma mille assunzioni e ha in atto piano di investimenti da 1,5miliardi di euro dal 2016 al 2020,  è Octave Klaba, fondatore, presidente e Ceo di Ovh: “Festeggiamo il diciottesimo compleanno di Ovh - dice durante il keynote speech - che così entra in una fase nuova della sua vita, nell’età adulta, e ora ha bisogno di guardare al futuro a lungo termine. Dobbiamo continuare ad anticipare i cambiamenti dei business model, e per questo è necessario essere sempre pronti a una continua evoluzione. Manteniamo lo stesso approccio di sempre, ma improntato su scala globale, guardando al futuro con fiducia. Oggi la figura del Ceo è sempre più simile a quella di un developer: soltanto due anni fa abbiamo messo di essere una startup e oggi siamo una multinazionale: i nostri ricavi crescono al ritmo del 30%, e nel 2020 toccheranno il miliardo di euro”

“La trasformazione digitale passa dai data center e dal cloud - prosegue Klaba, che nell’organigramma dell’azienda ha creato anche la figura del Chief happiness officer, e che alla fine dei keynote speech si è esibito alla chitarra su due brani dei Muse accompagnato da altri membri del top management - Siamo diventati i leader in Europa, e siamo gli unici europei presenti tra i grandi player globali del cloud. Abbiamo bisogno di un cloud europeo per competere con i giganti statunitensi, ma la sfida è di rimanere sempre vicini alle esigenze dei nostri utenti”.

Per affrontare meglio la competizione mercato globale Ovh ha deciso di “farsi in tre”, e di riunire la propria offerta sotto tre nuovi brand, riorganizzando l’azienda anche dal punto di vista del marketing. Il primo è OvhCloud, nato per affiancare le aziende che affrontano la digital transformation, in un settore che oggi rappresenta il 50% del fatturato della società. L’obiettivo è offrire un’infrastruttura flessibile e scalabile basata su offerte di cloud pubblico, privato e ibrido, includendo i server Ovh ad alte prestazioni. Il secondo brand è OvhSpirit, rivolto ad aziende e startup in fase di lancio, ma anche a imprese più mature che vogliono usufruire di server dedicati al miglior rapporto prezzo-prestazione, con formule adattate alle esigenze di ogni specifico mercato. E infine il terzo brand, OvhMarket, il servizio “plug &play” che propone web hosting, domini e in alcuni Paesi VoIP e Xdsl.

Del sostegno ai giovani e alle nuove imprese ha parlato Laurent Allard, vice presidente di Ovh, sottolineando come sia stato raggiunto il traguardo di mille startup finanziate nel mondo, di cui 50 in Italia, e presentando il progetto del premio annuale per la startup innovativa più promettente. 

Quanto infine alla Opencloud foundation, Allard ha sottolineato come lo standard condiviso debba nascere su quattro basi: innanzitutto la reversibilità dei dati, per lasciare ai clienti la libertà di scegliere e cambiare in qualsiasi momento provider, che si collega con l’interoperabilità, grazie a standard tecnologici condivisi. Poi la protezione dei dati dal punto di vista legislativo, secondo le norme in vigore nei singoli Paesi, e infine il rispetto della proprietà intellettuale degli algoritmi sviluppati da un cliente sulle infrastrutture di un provider. Opencloud foundation ha tra i propri obiettivi la promozione degli standard tecnologici, oltre che di proporsi come portavoce delle esigenze della galassia Opencloud verso le istituzioni e certificare  che i partner che aderiscono rispettino le regole condivise.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 17 Ottobre 2017

TAG: ovh, cloud, digital transformation

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