Privacy Shield, la Ue chiede agli Usa più controlli sulle imprese

LO SCUDO

Il commissario alla Giustizia, Vera Jourova: "Serve un monitoraggio proattivo per verificare che gli obblighi siano realmente rispettati. Gi Stati Uniti nominino presto un mediatore permanente dello scudo"

di F.Me.

"I trasferimenti transatlantici di dati sono vitali per la nostra economia, ma è necessario proteggere il diritto fondamentale alla Privacy anche in uscita dall'Ue. Il nostro primo esame mostra che lo scudo Ue-Usa per la Privacy funziona bene ma che esiste un certo margine per migliorarne l'attuazione". Lo ha detto la commissaria Ue alla giustizia, Vera Jourova, presentando i risultati della prima relazione annuale sul funzionamento dell'accordo tra Europa e Stati Uniti per la protezione dei dati dei cittadini europei, il cosiddetto Privacy Shield, nato dopo lo scandalo del "Datagate".

Per Bruxelles l'accordo "continua a garantire un adeguato livello di protezione dei dati personali trasferiti dall'Ue alle imprese partecipanti negli Usa", ma ci sono diversi settori in cui può migliorare. E quindi la Ue chiede agli Usa "un monitoraggio più proattivo e regole per verificare che le imprese rispettino gli obblighi imposti dallo scudo", anche per scovare "le imprese che millantano la partecipazione" all'accordo. Inoltre, si chiede di "nominare al più presto possibile di un mediatore permanente dello scudo".

Il Privacy Shield è stato varato a luglio 2016. Ecco cosa prevede:

·        Obblighi rigorosi per le imprese che operano sui dati: nel nuovo regime il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti sottoporrà le imprese aderenti allo scudo a verifiche e aggiornamenti periodici per accertare che rispettino nella pratica le regole che hanno volontariamente accettato. In caso contrario, l'impresa si espone a sanzioni e al depennamento dall'elenco degli aderenti. L’inasprimento delle condizioni applicabili all'ulteriore trasferimento garantirà lo stesso livello di protezione anche quando l'impresa aderente allo scudo trasferisce i dati a terzi.

·        Garanzie chiare e obblighi di trasparenza applicabili all'accesso da parte del governo degli Stati Uniti: gli Stati Uniti hanno assicurato ufficialmente all’Ue che l’accesso delle autorità pubbliche ai dati per scopi di applicazione della legge e di sicurezza nazionale è soggetto a limitazioni, garanzie e meccanismi di vigilanza precisi. La novità è che qualsiasi persona nell'UE disporrà di meccanismi di ricorso in questo settore. Gli Stati Uniti hanno escluso attività indiscriminate di sorveglianza di massa sui dati personali trasferiti negli Stati Uniti nell’ambito dello scudo. Secondo le precisazioni fornite dall’Ufficio del Direttore dell’intelligence nazionale, la raccolta di dati in blocco sarà eventualmente ammissibile solo in presenza di determinati presupposti, e comunque si tratterà obbligatoriamente di una raccolta quanto più mirata e concentrata possibile. L'Ufficio ha illustrato nei particolari le garanzie vigenti riguardo all’uso dei dati in tali circostanze eccezionali. Il Segretario di Stato degli USA ha istituito all'interno del Dipartimento di Stato una via di ricorso aperta agli europei per gli aspetti legati all'intelligence nazionale: il meccanismo di mediazione.

·        Tutela effettiva dei diritti individuali: chiunque ritenga che, nell'ambito dello scudo, sia stato compiuto un abuso sui dati che lo riguardano ha a disposizione vari meccanismi di composizione delle controversie di agevole accesso e dal costo contenuto. Idealmente sarà l'impresa stessa a risolvere il caso di reclamo oppure saranno offerte gratuitamente soluzioni basate su un organo alternativo di composizione delle controversie (ADR). Le persone si potranno anche rivolgere alle rispettive autorità nazionali di protezione dei dati, che collaboreranno con la Commissione federale del Commercio per assicurare che i casi di reclamo sottoposti da cittadini dell'Ue siano esaminati e risolti. Esperiti tutti gli altri mezzi a disposizione, come extrema ratio il caso irrisolto potrà essere sottoposto a arbitrato. Per i casi che implicano la sicurezza nazionale, i cittadini dell’Ue dispongono di una possibilità di ricorso nella figura del mediatore, che è indipendente dai servizi d'intelligence degli Stati Uniti.

·        Analisi annuale comune: il meccanismo consentirà di monitorare il funzionamento dello scudo, compresi gli impegni e le garanzie relative all'accesso ai dati a fini di contrasto della criminalità e finalità di sicurezza nazionale. La Commissione europea e il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti effettueranno l'analisi, alla quale assoceranno esperti dell'intelligence nazionale statunitense e le autorità europee di protezione dei dati. La Commissione attingerà a tutte le altre fonti di informazioni disponibili e presenterà una relazione pubblica al Parlamento europeo e al Consiglio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 18 Ottobre 2017

TAG: privacy shield, jourova

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