I data center più green? Quelli (futuri) di Yahoo!

STRATEGIE

Il motore punta a diventare leader mondiale negli impianti green

di Mila Fiordalisi
Punta in alto, molto in alto, la strategia “green” di Yahoo!. Allo scoccare del mese di luglio il “motore” ha annunciato un maxi-piano per la messa a punto di una nuova generazione di data center che non avrà pari a livello mondiale (a detta dell’azienda) in quanto a risparmio ed efficienza energetici. 
L’annuncio è stato fatto direttamente dal co-fondatore della società David Filo prima attraverso il suo blog personale e poi in occasione di una conferenza stampa a Buffalo (New York). Garantire le performance di un motore visitato da 500 milioni di persone in tutto il mondo richiede l’adozione di server molto potenti,  ha scritto Filo annunciando che Yahoo! intende imporsi a livello globale in qualità di leader nella messa a punto di data center ecosostenibili. La progettazione dei nuovi data center di fatto “aggiorna” anche la correlata strategia in materia di emissioni di CO2.  Se nel 2007 Yahoo! aveva optato per i carbon offsets - l’acquisto di “crediti” da investire in progetti votati a compensare le proprie emissioni - il nuovo piano mira ora a intervenire direttamente sulle location Yahoo! e quindi alla “radice” del problema. “Investiremo molti milioni di dollari per la progettazione di impianti capaci di ottimizzare l’uso dell’energia per contenere le emissioni nocive”, ha sottolineato Filo.

L’obiettivo, al 2014, è di ridurre di almeno il 40% le emissioni di CO2. Un obiettivo che farà leva su quattro azioni congiunte: progettazione di data center di nuova generazione, ottimizzazione della gestione dei server, sfruttamento delle fonti rinnovabili e cloud computing.
Il data center di New York sarà fra i primi a “beneficiare” della nuova strategia: l’impianto, ha annuciato Filo, sarà  alimentato “ad acqua” ossia sfrutterà la centrale idroelettrica delle cascate del Niagara. Stando a quanto stimato dallo stesso Filo, la centrale idroelettrica sarà in grado di produrre il 90% dell’energia necessaria al funzionamento dei server newyorchesi. Per il raffrescamento delle macchine - che tipicamente pesa per il 50% sui consumi energetici dei data center - è prevista la realizzazione di un impianto di ventilazione naturale che consentirà di utilizzare la risorsa “aria” per il 100% delle attività di cooling. Il data center di New York non è il primo della generazione “green” di casa Yahoo!: la sede di Washington fa leva sulla fonte idroelettrica e sul free cooling che combinati con l’uso di un impianto eolico consentono di abbattere i consumi energetici complessivi della struttura fra il 40 e il 50%.

Anche Google e Microsoft, i “motori” concorrenti, si sono attivati per abbattere i consumi dei propri data center nelll’ambito delle rispettive strategie di ecosostenibilità ambientale. Microsoft, in particolare, ha annunciato lo scorso mese di giugno di voler abbattere del 30% di qui ai prossimi tre anni i livelli delle emissioni di CO2 calcolati al 2007.  Ancora: Emc, Cisco, il Mit di Boston e la University of Massachussets hanno siglato una partnership per la realizzazione di un nuovo data center ad Holyoke (Massachussets) alimentato grazie ad una centrale idroelettrica (il progetto prevede un investimento di 100 milioni di dollari). Sun Microsystems a gennaio scorso ha tenuto a battesimo il nuovo data center di Broomfield (Colorado) a “base” di free cooling: l’impianto consentirà all’azienda di risparmiare un milione di dollari sulla bolletta energetica annuale e di evitare l’emissione in atmosfera di circa 11mila tonnellate di CO2.

13 Luglio 2009