Più risparmio economico dall' energia da rifiuti

UNIONCAMERE

A pochi giorni dall’avvio del vertice ONU di Copenhagen, dove la diplomazia internazionale discuterà la via verso un nuovo accordo globale sul clima, sono stati presentati i risultati del progetto E=mc2 “Energia da rifiuti in Italia: potenzialità di generazione e contributo alle politiche di Mitigazione dei Cambiamenti Climatici”.
Lo studio è stato finanziato da Unioncamere ed Ecocerved e realizzato dal Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici (CMCC) in collaborazione con Ecocerved, con il coordinamento scientifico del Prof. Carlo Carraro, Rettore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.
La ricerca E=mc2 analizza la produzione di energia elettrica da rifiuti e si propone di valutarne il ruolo nell’ambito di una politica di riduzione delle emissioni di gas serra, che contribuiscono al riscaldamento globale e, quindi, al cambiamento climatico.
Nel 2006, anno più recente per il quale sono disponibili i dati, circa 3,9 milioni di tonnellate di rifiuti sono stati oggetto di incenerimento con recupero energetico e hanno generato elettricità corrispondente all’impiego di 7,4 milioni di barili di petrolio. Da oltre 500.000 tonnellate di biogas captato nelle discariche, dove si forma a seguito della fermentazione dei rifiuti organici, nel 2006 è stata prodotta, inoltre, energia elettrica equivalente ad altri 2,3 milioni di barili di petrolio.

Secondo la ricerca, l’energia da rifiuti – pur incidendo in misura piuttosto limitata attualmente – nei prossimi anni crescerà fino a rappresentare il 3% circa della produzione nazionale di energia elettrica nel 2020. In presenza di una politica di mitigazione dei cambiamenti climatici si prevede, infatti, che il mix degli input energetici del settore elettrico da oggi al 2020 mostrerà un aumento delle quote di termovalorizzazione e biogas, in un quadro più generale in cui il contributo del gas naturale rimarrà sostanzialmente stabile e il petrolio sostituirà progressivamente il carbone.

La possibilità di disporre della tecnologia di recupero energetico dai rifiuti all’interno di una politica di mitigazione dei cambiamenti climatici implementata a livello europeo, può valere tra 87.000.000 € e 122.000.000 € l’anno (intorno all’ 1% del Pil a seconda dello scenario economico considerato) sui costi che il nostro Paese dovrà sostenere per ottemperare all’impegno di tagliare le emissioni.

03 Dicembre 2009