L'allarme di Greenpeace: "Il cloud è una nube inquinante"

IL REPORT

L'associazione ambientalista punta il dito contro gli elevati consumi dei data center. "Bisogna spingere sulle fonti rinnovabili"

di Federica Meta
Il cloud computing, la “nuvola” cuore di Internet, rischia di diventare un nube inquinante. A lanciare l’allarme l’ultimo rapporto di Greenpeace, “Make it Green: cloud computing and its contribution to climate change”, secondo cui colossi del Web continuano a preferire i data center realizzati a carbone, “la fonte di energia più sporca nonché una delle maggiori cause del riscaldamento globale”, precisa l’associazione: il report fa riferimento, nello specifico, alle nuove datawarehouse che Apple sta realizzando in North Carolina e alla struttura Facebook nell’Oregon, dove circa l’80% dell’energia verrà prodotta dal carbone.

“L’ultima cosa che vogliamo è l’aumento delle infrastrutture cloud in posti nei quali queste accrescerebbero la domanda di energia ‘sporca’ a carbone”, precisa Greenpeace in una nota, chiedendo agli utenti del social network di fare pressioni sull’azienda per spingerla a cambiare le politiche energetiche così come hanno fatto per la privacy.
I data center consumano enormi quantità di energia: se fossero considerate come un Paese, Tlc e cloud sarebbero al quinto posto dopo Stati Uniti, Cina, Russia e Giappone.

Greenpeace sottolinea anche l’impegno  - indiscusso - che le aziende IT mettono sull’efficienza energetica che è, sì, condizione necessaria per affrontare il cambiamento climatico, ma non sufficiente.

“L’efficienza è un tema caldo nell’IT, ma il suo miglioramento è solo una parte della soluzione . spiega -. L’industria deve anche assumersi la responsabilità della modalità con cui si procura l’energia. In poche parole: si alimenterà a carbone o con le energie rinnovabili? Il settore dell’Information Technology ha la capacità di aiutarci a combattere i cambiamenti climatici attraverso l’innovazione riducendo le emissioni di gas serra e aumentando l’efficienza energetica. Tecnologie che permettono la realizzazione di reti intelligenti, edifici a zero emissioni e sistemi di trasporto più efficienti sono fondamentali per il taglio dell’inquinamento. Ma, data l’attuale espansione del cloud computing, l’industria ha bisogno per tenere la sua impronta di carbonio sotto controllo. Stiamo invitando i giganti dell’IT pressare sui governi per dare priorità d’accesso alla rete alle risorse pulite come l’eolico e il solare”.

30 Marzo 2010