Jeremy Rifkin: "Per le reti elettriche modello Internet"

JEREMY RIFKIN

Il presidente della Foundation on Economic Trend: "Gli edifici dovranno essere riconfigurati sulla base dei principi di progettazione che hanno reso possibile lo sviluppo di Internet. Per condividere l'energia in modalità peer-to-peer"

di Mila Fiordalisi
"Le città del futuro? Dovranno essere progettate ispirandosi alla rete Internet". Parola di Jeremy Rifkin presidente della Foundation on Economic Trend e principale “architetto” della Terza Rivoluzione Industriale dell’Unione Europea, che fa leva su quattro pilastri: utilizzo delle energie rinnovabili, riconversione degli edifici come centrali elettriche, adozione dell'idrogeno in qualità di strumento dei immagazzinamento dell'energia e distribuzione dell'energia in modalità "diffusa" ossia sulla base dei principi che regolano la diffuisione delle informazioni nelle reti informatiche.

Rifkin ha illustrato il piano europeo in occasione del convegno "Idrogeno: tra bugie e realtà” che oggi alla Camera dei deputati ha visto presenti alcuni fra i massimi esperti internazionali di politiche energetiche, scienziati e accademici.

 “L’idrogeno - sottolinea Rifkin - è versatile come il digitale”, ma le reti energetiche dovranno essere “riconfigurate sulla base degli stessi principi di progettazione che hanno reso possibile lo sviluppo di Internet per produrre energia rinnovabile e condividerla in modalità peer-to-peer”. 

Di fatto il modello ispiratore è quello delle smart grid: "Le nuovi reti intelligenti o le inter-reti rivoluzioneranno il modo in cui l’energia viene prodotta e distribuita - continua Rifkin-. Proprio come i sistemi informativi di seconda generazione permettono alle aziende di collegare migliaia di computer, creando una potenza di calcolo distribuita maggiore rispetto a quella di computer centralizzati più potenti al mondo -grazie all’accesso a reti energetiche intelligenti -, milioni di produttori di energia rinnovabile sono potenzialmente in grado di produrre e condividere energia in maniera distribuita e aiutare così l'Ue a raggiungere l'obiettivo di decarbonizzazione dell’offerta di energia elettrica entro il 2050".

01 Giugno 2010