SMART CITY. Rivoluzione Grid

SMART CITY

di Andrea Granelli e Pierciro Galeone
Le aree urbane vengono considerate osservatori speciali per la lotta al cambiamento climatico. La Comunità Europea nel documento “Investire nello sviluppo di tecnologie a basse emissioni di carbonio” del 7 ottobre 2009 stima in 11 miliardi di euro gli investimenti pubblici e privati necessari per il progetto Smart City che dovrà coinvolgere 25 milioni di abitanti in Europa. L’obiettivo primario è quello di creare le condizioni per attivare il mercato di massa verso l’adozione di tecnologie di efficienza energetica per edifici, reti energetiche e sistemi di trasporto a basse emissioni di Co2, raggiungere riduzioni più ambiziose delle emissioni di gas ad effetto serra, di mix rinnovabili e di risparmio energetico per gli usi finali e di energia primaria entro il 2020 Europa.
Quali sono le caratteristiche di una città intelligente? Enel Distribuzione ha elaborato uno studio in proposito. stilando una lista di criteri che definiscono quali centri urbani sono più adatti a diventare “smart” stabilendo per esempio che la dimensione ottimale per una città efficiente sia da compresa tra i 200.000 e gli 800.000 abitanti. Questa dimensione non rende solo più semplice il processo decisionale delle amministrazioni, ma offre la possibilità di confrontarsi con tutte le problematiche sociali ed ambientali ed è anche ben rappresentata a livello europeo.

Le città oltre gli 800.000 abitanti, le metropoli, dovranno anche essere laboratorio di sostenibilità ma dovranno confrontarsi con problematiche diverse che richiederanno approcci mirati e ad hoc. In collaborazione con l’European Energy Research Alliance (Eera) e l’Austrian institute of technology (l’Enea austriaca), Enel sta definendo la matrice dei servizi e delle piattaforme tecnologiche necessari per la realizzazione della smart city e quale dovrebbe essere il contributo dei diversi attori in gioco, dai costruttori ai produttori di tecnologia, dalle case automobilistiche alle utilities energetiche.

Il passo iniziale sarà quello di costruire un piano di sostenibilità ambientale che traguardi il 2020, di progettare un pilota su base distrettuale dove le principali tecnologie dovranno essere sperimentate ed implementate. Si tratterà di rendere gli edifici auto-sostenibili da un punto di vista energetico e integrati alla rete elettrica e di adeguare l’illuminazione pubblica con sistemi ad alta efficienza (esempio Led). Per riuscirci sarà fondamentale prima potenziare l’infrastruttura di media tensione per rendere più semplici gli scambi di energia pulita con le zone limitrofe per poi passare alle soluzioni di bassa tensione e di integrazione building-rete. Particolarmente interessante sarà l’applicazione di soluzioni di alta efficienza e risparmio energetico nei porti con il sistema “cold ironing” che permette l’alimentazione delle navi in sosta tramite la connessione a terra con energia fotovoltaica. Questa pratica permette di ridurre del 30% le immissioni di Co2, di più del 95% per gli ossidi di azoto ed il particolato e l’azzeramento dell’inquinamento acustico.

Il fulcro della rivoluzione energetica saranno le smart grids, le reti che permetteranno di gestire lo scambio di elettricità in modo intelligente e bidirezionale. Questa necessità diventa sempre più impellente con la crescita delle fonti rinnovabili, che nel 2050 dovrebbero coprire il 50% della produzione totale attuale.
Come è noto infatti risorse come il solare e l’eolico hanno oscillazioni dovute alle stagioni, alle condizioni meteo e all’alternanza del giorno e della notte. Per garantire la connessione della generazione distribuita, la gestione dei picchi, l’ottimizzazione e controllo dei carichi diventerà quindi fondamentale sapere in ogni momento quanta energia viene prodotta/immessa in città dai pannelli fotovoltaici e dal minieolico e qual è il fabbisogno richiesto dalla rete urbana. Dal punto di vista tecnologico questa rivoluzione è già cominciata.
Con oltre due miliardi di euro infatti Enel ha realizzato uno dei più ambiziosi progetti infrastrutturali dell’ultimo decennio installando in Italia oltre 32 milioni di contatori elettronici. È il primo passo concreto verso la rete intelligente.

Sulla base della tecnologia dei contatori elettronici si stanno sviluppando soluzioni per rendere visibili i consumi nelle case, stimolare la gestione attiva della domanda e abilitare le soluzioni di home-automation che attraverso un sistema automatizzato dovranno gestire i costi generati dagli sprechi.

07 Marzo 2011