A Milano Sistri in tilt: chiavette fuori uso

RIFIUTI PERICOLOSI

L'Unione Artigiani della Provincia denuncia difficoltà di accesso alla piattaforma e problemi con la registrazione dei dati. Si va avanti con il vecchio Mud, ma a fronte di costi aggiuntivi: "Costretti a pagare i nuovi tributi senza poter operare"

di F.M.
L'adempimento di denuncia e smaltimento dei rifiuti cosiddetti pericolosi è diventato un terribile rompicapo per le imprese artigiane. A denunciarlo l'Unione Artigiani della Provincia di Milano ai cui sportelli fioccano malumori e proteste. La data di avvio del sistema telematico, il Sistri, ha già subito due proroghe.

“Oggi - scrive in una nota l'associazione - a poco più di un mese dalla nuova scadenza gran parte delle aziende che si sono dotate, non senza problemi, della chiavetta elettronica per entrare nel sistema, segnalano gravi difficoltà di accesso e prevedibili problemi di registrazione dei quantitativi. Per ora le imprese artigiane coinvolte nell'adempimento continuano ad utilizzare il vecchio sistema del 2010 adoperando modulo Mud ma paradossalmente hanno già dovuto versare i tributi previsti per l'utilizzo del Sistri senza aver ancora potuto operare con il nuovo sistema informatico”.

“Nel 2010 hanno dovuto versare un tributo di 120 euro uguale per tutti, e tra pochi giorni, sempre il 30 aprile, dovranno versare anche quello relativo al 2011 che però è differenziato per tipologia di azienda e di rifiuti e per il quale, in extremis, il Sistri ha annunciato una possibilità di conguaglio con quanto versato lo scorso anno usando un modulo complicatissimo".
Insomma un vero e proprio caos, secondo l'Unione Artigiani visto che complicazioni ed onerosità non sono ancora finite. “Per quanto riguarda i rifiuti del 2011, e ammettendo che il Sistri non subisca una nuova proroga, è probabile che le imprese interessate, nel 2012, dovranno impegnarsi su un doppio binario: usare a ncora il Mud per le registrazioni relative ai primi cinque mesi di quest'anno e avvalersi del Sistri per i restanti".

"Calcolando le aziende che producono rifiuti cosiddetti pericolosi e quelle che provvedono a trasporto e smaltimento, sono circa 6 mila in provincia di Milano e almeno 14-15 mila in Lombardia le imprese artigiane coinvolte in questo pasticcio - precisa Marco Accornero, segretario generale dell'Unione Artigiani della Provincia di Milano - Purtroppo i fatti e le numerose lamentele che arrivano ai nostri sportelli, confermano quanto fossero fondate le nostre forti perplessità su un meccanismo complesso, oneroso e finora gestito con approssimazione dalle istituzioni preposte. Non discutiamo la validità dell'idea di garantire una tracciabilità nel movimento di certi rifiuti che, in grandi quantità, diventano talvolta appetibili per avviare traffici illegali. Crediamo però che risulti sproporzionato, eccessivamente complicato e costoso per tante piccole imprese artigiane, peraltro non avvezze ad un uso sofisticato della telematica”.

27 Aprile 2011