Viviane Reding si prepara per il terzo mandato

COMMISSIONE EUROPEA

Si rafforza l'ipotesi di una riconferma del Commissario alla Società dell'Informazione. La "squadra" già al lavoro su nuovi dossier

di Mila Fiordalisi
Si rafforza l’ipotesi di un terzo mandato per il commissario europeo Viviane Reding che potrebbe ottenere ancora una volta la guida della Società dell’Informazione in seno alla Commissione europea.

Secondo quanto si apprende da fonti comunitarie, Mrs Reding ha già messo all’opera i propri più fidati collaboratori per stilare un primo piano di lavoro che fissi nero su bianco la “scaletta” dei prossimi cinque anni. L’idea è non solo di mandare avanti il percorso già avviato nella precedente legislatura ma anche di “replicare” il successo delle politiche di roaming con nuove iniziative.

Cinque i capitoli che stando a fonti comunitarie vicine al Commissario saranno oggetto del “libro” dell’innovazione prossimo venturo: banda larga, e-commerce, e-privacy, online copyright e broadcasting. Viviane Reding starebbe inoltre spingendo per espandere il proprio portfolio di competenze con un ruolo più attivo soprattutto sulle questioni che riguardano la competizione dei mercati interni. Ma la mancata approvazione del Telecom Package entro la fine dello scorso mandato secondo molti ha indebolito la posizione della lady di ferro rendendo più difficile l’estensione dei poteri.

Gli incarichi della Reding sono inoltre strettamente connessi alla riconferma o meno di José Manuel Barroso a capo della nuova Commissione (la riconferma del presidente giocherebbe a favore della Reding). Intanto gioca a favore della Reding la rafforzata posizione del primo ministro del Lussemburgo Jean-Claude Juncker alle elezioni nazionali di giugno che dovrebbe garantire la continuità del mandato con il medesimo incarico alla commissaria europea.

L’unico ostacolo sulla strada del Commissario è quello irlandese: se il secondo referendum sul Trattato di Lisbona dovesse sortire esito negativo, ossia se il Paese non ratificasse l’adesione al Trattato, automaticamente la Commissione dovrebbe rivedere al ribasso il numero di “poltrone” disponibili sulla base delle regole del Trattato di Nizza. E il Lussemburgo potrebbe essere una delle vittime dei tagli.

24 Giugno 2009