Svanberg lascia, sarà Vestberg il nuovo Ceo

ERICSSON

Dal primo gennaio lo scambio di testimoni. Svanberg passa a Bp

Cambio della guardia in Ericsson. Carl Henric Svanberg lascia il timone del gruppo delle telecomunicazioni a Hans Vestberg, attuale chief financial officer e vicepresidente esecutivo del gruppo. Svanberg non resterà disoccupato: per lui è già prenotato il posto di presidente di BP, quarto gruppo industriale al mondo.

Il passaggio delle consegne non sarà comunque immediato: Vestberg, che ha 44 anni ed ha svolto la sua carriera tutta all’interno del gruppo di telecomunicazioni svedese, assumerà l’incarico di Ceo di Ericsson soltanto il primo gennaio 2010.

Il cambio della guardia avviene in una situazione di difficoltà per i fornitori di apparati di telecomunicazione, in particolare quelli occidentali, frenati dal ribasso dei prezzi dei loro prodotti sul mercato, da una concorrenza cinese sempre più minacciosa e dal drastico rallentamento degli investimenti degli operatori telefonici, accentuatosi dopo che l’economia è entrata in recessione.

Non sorprende, pertanto, che il comparto abbia visto in questi mesi parecchi cambiamenti drastici: sia a livello della guida operativa dei gruppi (a fine dello scorso anno c’è stato il ribaltone al vertice di Alcatel-Lucent con la sostituzione dell’americana Patricia Russo con l’olandese Ben Verwaayen), sia nello schieramento delle forze in campo: è di questi giorni l’annuncio della sparizione dal mercato del gruppo canadese Nortel destinato ad essere cancellato dalla Borsa e spartito in più pezzi.

Il cambio di vertice in Ericsson appare, invece, meno traumatico, più che altro un cambio generazionale dovuto anche alla scelta di Svanberg di provare nuove sfide manageriali.

Il gruppo svedese non sta certo attraversando indenne la crisi ed ha anzi messo in campo un deciso piano di riorganizzazione, anche negli impianti italiani. Tuttavia, sotto la guida di Svanberg Ericsson è diventata il gruppo occidentale più profittevole del settore ed ha rafforzato la sua posizione di leadership, in particolare nel settore mobile. Fra 2003 e 2008, prima del grande gelo dell’economia, Ericsson ha conosciuto una crescita media annua del 12% con una generazione di profitti per 103 miliardi di corone svedesi, un cash flow di 101 miliardi e una distribuzione di dividendi per 27 miliardi.

 

 

25 Giugno 2009