Levinson è il nuovo presidente di Apple

AL VERTICE

Intanto Bob Iger, ceo di Disney entra nel cda della Mela. Si punta a rafforzare il legame con il mondo dei media e ad aprire le danze del business dei contenuti video

di Patrizia Licata
Apple rafforza il suo board e, soprattutto, i suoi legami con il mondo dei media. La casa di Cupertino ha appena nominato nel ruolo di non-executive chairman Art Levinson, già nel cda di Apple dal 2000, mentre Robert Iger, Chief Executive Officer della Walt Disney Co., entra a far parte del cda.

La scelta di Iger, concordano gli analisti, può cementare i legami con la Disney, nel cui board Steve Jobs aveva un posto, e assicurare ad Apple accesso ai prodotti di intrattenimento della compagnia, dagli show televisivi ai film, come nota oggi Gene Munster di Piper Jaffray Cos. La nomina di Levinson, invece, permette a Tim Cook di concentrarsi sui compiti di Ceo senza la responsabilità aggiuntiva di fare da chairman.

“Apple sta cercando di proteggere o addirittura potenziare la relazione con la Disney perché evidentemente è parte essenziale delle strategie di Apple legarsi con i media”, sottolinea Munster.

Apple potrebbe introdurre nel 2013 un proprio televisore, un device probabilmente più facile da usare della Apple Tv, il set-top box in vendita oggi. Una possibilità è che l’azienda stringa accordi di licensing che permetteranno ai clienti di comprare i programmi che desiderano vedere con una formula “a la carte”, anziché proporre pacchetti multicanale come fanno oggi le società del cavo.  “Avere accesso ai contenuti è fondamentale per conquistare i salotti degli utenti”, sottolinea Munster.

Molti a Wall Street vedono nella mossa di Apple la volontà di intensificare la concorrenza contro colossi come Amazon.com e Google nel mondo dei contenuti e della distribuzione e, in particolare, come un tentativo di imporsi sul frammentato mercato televisivo, come già fatto da iTunes su quello della musica. "Apple vuole essere leader nella distribuzione dei contenuti video, non solo nella musica. Ecco perché rafforza i legami con Bob Iger della Disney”, afferma l’analista di Morningstar Michael Corty.

Iger siederà nell’auditing committee di Apple, un ruolo che potrebbe destare qualche dubbio del regolatore, però, per i legami tra Apple e Disney, secondo Charles Elson, direttore del John L. Weinberg Center for Corporate Governance della Università del Delaware. I regolatori federali, infatti, esigono che i membri dei comitati di auditing non abbiano legami commerciali con l’azienda nel cui cda siedono.

Apple genera una piccola parte di vendite dalla distribuzione di film, musica e contenuti tv. Disney si è dimostrato un partner importante nello spingere le aziende dei media a rendere i loro contenuti disponibili sul negozio iTunes di Apple. Quando Apple ha aggiunto l’offerta video ad iTunes, Disney è stata la prima major a firmare un accordo. “Mi sorprende che Iger sieda nell’audit commettee”, osserva Elson.

Apple tuttavia ha sempre negato “interessi materiali diretti o indiretti” di Steve Jobs (che sedeva nei due cda) negli accordi con Disney e quindi lo stesso si applicherebbe probabilmente a Iger, dal punto di vista della casa di Cupertino.

“Iger sarà una novità straordinariamente importante per il nostro cda già così forte”, ha commentato il Ceo Tim Cook. Il ruolo nella Disney di Iger nella generazione di contenuti, promozione dell’innovazione, sviluppo di nuove tecnologie e espansione su nuovi mercati fa di Iger “l’uomo giusto per Apple”.

Quanto a Levinson, ricoprirà il ruolo lasciato vacante dalla morte di Steve Jobs, ma ovviamente non si sostituisce del tutto a Jobs, notano gli analisti, perché il fondatore di Apple esercitava un'enorme influenza sul board. La sua assenza richiede che il cda cambi volto e mansione, elevandosi oltre il ruolo che aveva prima di semplice consulente di un leader visionario. Oggi il board deve assumere più controllo, essere meno deferente verso il Ceo Tim Cook di quanto era prima con Jobs e anche riunirsi più spesso. E la nomina di un chairman indipendente piace agli esperti di corporate governance: “Il cda sa che sarà sotto la lente di ingrandimento e lo stesso sarà per Cook”, afferma Jim Post, professore di corporate governance alla Boston University School of Management. "Il board deve allontanarsi dalla dipendenza da Steve Jobs e agire con maggiore indipendenza. La nomina annunciata oggi va nella giusta direzione”.

16 Novembre 2011