PA DIGITALE
LA NUOVA ROADMAP
Codice amministrazione digitale: la riforma entra nel vivo
"In pochi mesi pronte le nuove regole". Parola di Renzo Turatto, capo del Dipartimento per la digitalizzazione della PA e l’Innovazione della Presidenza del consiglio dei ministri
“Abbiamo una delega dal Parlamento per riformare il Codice dell’amministrazione digitale e contiamo in pochi mesi di dare stabilità e quadro organico e razionale al sistema”. Lo ha annunciato a Capri, in occasione del convegno Between “La banda: tra l’uovo e la gallina”, Renzo Turatto, capo del Dipartimento per la digitalizzazione della PA e l’Innovazione della Presidenza del consiglio dei ministri.
“La funzione di regolazione nel campo dell’egov è molto fragile. Il codice dell’amministrazione digitale a quattro anni dalla sua approvazione è ancora pieno di “varchi”, di punti di fragilità. E in un sistema di regole fragili gli amministratori pubblici tendono a rimandare gli investimenti in attesa di regole chiare”. Riguardo al Piano egov 2012 Turatto ha ricordato che è in corso la revisione dell’iniziativa. “Dobbiamo cambiare strada – ha detto Turatto -. In Italia bisogna fare i conti sia con il fatto che a fronte delle risorse infrastrutturali già in campo non si sono sviluppati adeguati servizi sia con la scarsa disponibilità di risorse economiche pur a fronte di grandi potenzialità di sviluppo dell’innovazione”.
Secondo il capo dipartimento il 50% delle PA già è connessa alla banda larga “eppure ciò non ha sortito la messa a punto di servizi evoluti al cittadino se non in pochi casi. Per non parlare delle inefficienze. E il fatto che i cittadini italiani non usano a sufficienza la rete non è una buona ragione per non sviluppare servizi”. Fra le iniziative in campo che mirano a “forzare la PA a passare al mondo digitale”, c’è il programma Pec. “Ci sono due iniziative normative: la prima, dal mese prossimo, punta a intercettare 2 milioni di professionisti, Dal 2011 la Pec sarà allargata a tutto il sistema delle imprese”.
“La funzione di regolazione nel campo dell’egov è molto fragile. Il codice dell’amministrazione digitale a quattro anni dalla sua approvazione è ancora pieno di “varchi”, di punti di fragilità. E in un sistema di regole fragili gli amministratori pubblici tendono a rimandare gli investimenti in attesa di regole chiare”. Riguardo al Piano egov 2012 Turatto ha ricordato che è in corso la revisione dell’iniziativa. “Dobbiamo cambiare strada – ha detto Turatto -. In Italia bisogna fare i conti sia con il fatto che a fronte delle risorse infrastrutturali già in campo non si sono sviluppati adeguati servizi sia con la scarsa disponibilità di risorse economiche pur a fronte di grandi potenzialità di sviluppo dell’innovazione”.
Secondo il capo dipartimento il 50% delle PA già è connessa alla banda larga “eppure ciò non ha sortito la messa a punto di servizi evoluti al cittadino se non in pochi casi. Per non parlare delle inefficienze. E il fatto che i cittadini italiani non usano a sufficienza la rete non è una buona ragione per non sviluppare servizi”. Fra le iniziative in campo che mirano a “forzare la PA a passare al mondo digitale”, c’è il programma Pec. “Ci sono due iniziative normative: la prima, dal mese prossimo, punta a intercettare 2 milioni di professionisti, Dal 2011 la Pec sarà allargata a tutto il sistema delle imprese”.
9 ottobre 2009
di Mila Fiordalisi







