Poste, riprende il servizio. Ma la Procura apre un'inchiesta

DISSERVIZI

Il fascicolo punta a chiarire se nella vicenda esistano profili di tipo penale. Intanto l'azienda capitanata da Massimo Sarmi si attiva per una richiesta di risarcimento a carico di Ibm che con Hp e l'italiana Gepin vinse la gara per aggiornare il software di 14mila uffici. Romani: rischio sanzione di 1,5 milioni per i disservizi

di P.A.
Dopo una settimana di passione agli sportelli, questa mattina il sistema informatico di Poste ha ripreso a funzionare regolarmente, seppur con qualche rallentamento. Nel frattempo, la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo di indagine. L'indagine è affidata al procuratore aggiunto Nello Rossi, che ha già affidato alla Polizia Postale una serie di accertamenti. Per il momento non ci sono ipotesi di reato e si procede contro ignoti.

Ma attraverso l'indagine e le richieste fatte alla Polizia Postale il magistrato intende stabilire se il disservizio sia conseguente al cambio del software o dipenda da un'azione di danneggiamento. Nel fascicolo catalogato "K" sono stati inseriti per il momento articoli di stampa riguardante la situazione che ormai da più di una settimana è diventati precaria. La Procura ha avviato l'indagine di propria iniziativa perché al momento non sono state presentate denunce da parte di privati cittadini o da associazioni di consumatori. Il reato per il quale si procede allo stato potrebbe essere quello di interruzione di pubblico servizio.

Romani, possibili sanzioni fino a 1,5 milioni di euro
Per il mancato rispetto del contratto di programma alle Poste potrebbe essere applicata una sanzione fino a un milione e mezzo di euro. Lo ha sottolineato il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani rispondendo al question time alla Camera. Romani si è detto consapevole che i disservizi degli ultimi giorni hanno provocato ai cittadini "gravi disagi". Il governo ha chiesto all'azienda di ripristinare la regolarità dei servizi. I disservizi sono stati causati da un guasto al sistema di software con 4mila uffici che non hanno potuto completare le attivita' nonostante l'allungamento dei tempi di apertura.

Sarmi, pronti a fare causa ad Ibm
"Prima di essere ottimista voglio vedere i fatti. Aspettiamo". Così l'amministratore delegato di Poste Italiane, Massimo Sarmi, in un'intervista a La Repubblicà, in merito al problema di software che ha rallentato le attività dell'azienda dal primo giugno, con file interminabili agli sportelli. Poste sta valutando la possibilità di chiedere i danni a Ibm, che insieme ad Hp e all'italiana Gepin ha vinto la gara europea per aggiornare il software dei 14mila uffici postali sul territorio.

Un restyling che, come si legge dal bilancio di Poste, solo nel 2010 è costato all'azienda guidata da Sarmi oltre 33,7 milioni di euro in investimenti di software sviluppato all'interno del gruppo, precisa Milano Finanza.

"Il primo giugno si è verificato un guasto nel sistema operativo del mainframe, il nostro elaboratore centrale - spiega Sarmi - È stato riparato, ma quando il 3 abbiamo riaperto gli uffici ci siamo accorti che il database che collega l'elaboratore agli uffici postali era stato "sporcato" e che le operazioni procedevano con lentezza".

L'ad della società assicura che "tutte le pensioni sono state distribuite e la quantità di operazioni effettuate è la stessa dei giorni precedenti il guasto - prosegue Sarmi - anche se i tempi richiesti sono più lunghi. Di più non potevamo fare".

"Noi delle Poste abbiamo fatto tutto il possibile - continua Sarmi - Di più non potevamo fare: è la macchina che va riparata, non il sistema che la gestisce. E le mani nella macchina può metterle solo chi l'ha costruita, ovvero l'Ibm. Qui ci ha messo a disposizione trenta cervelli, ma fra la California e il Canada altri 100 stanno lavorando per noi. La loro collaborazione è massima e la pressione che sto facendo con i vertici della società informatica enorme".

Sugli eventuali risarcimenti per la clientela, Sarmi spega che "domani di apre un tavolo di conciliazione con le associazioni dei consumatori per individuare le modalità, ma valuteremo caso per caso. L'uetente che ha aspettato ore per pagare una bolletta che scade fra 15 giorni si può sicuramente parlare di disagio, ma sul risarcimento del danno si può discutere".

Romani, spero che non ci sia una class action
"Mi auguro di no". Questa la risposta del minsitro dello Sviluppo, Paolo Romani, ad una domanda sul rischio di class action per i disservizi di questi giorni alle Poste a margine dell'assemblea dei presidenti delle camere di commercio. Dove ha parlato del prossimo varo di una Autorità di vigilanza.

"Le Poste - ha detto Romani - hanno riunito oggi il Cda per esaminare il problema. Mi auguro che il combinato disposto tra vigilanza del governo e verifica della nuova Autorità su quello che è accaduto porti almeno a dare delle spiegazioni ai cittadini italiani".

Quanto all'individuazione di eventuali colpe, "è stata fata una analisi di tipo tecnologico. Mi sembra - aggiunge il ministro - che ci sono delle aziende che hanno fornito software e hardware. E su questo punto aspettiamo che le Poste forniscano una spiegazione".

Lannutti (Idv), Ibm megacommessa da 150 milioni
"Il blocco degli uffici postali è a dir poco scandaloso, è da giorni che i cittadini sono costretti a lunghe attese nei14 mila sportelli in tilt per ritirare la pensione o usufruire di servizi gestiti in monopolio. Gli errori commessi sono talmente gravi che il risarcimento agli utenti è il minimo che Poste Italiane possa fare per rimediare a questi vergognosi disagi, il Governo si attivi al più presto garantendo anche la proroga delle scadenze fiscali". Lo afferma in un'interrogazione parlamentare al ministro dello Sviluppo Economico il capogruppo dell'Italia dei Valori in Commissione Finanze al Senato, Elio Lannutti.

Le Poste, prosegue, "spiegano che l'inconveniente è stato causato 'dal malfunzionamento del software nei sistemi centrali Ibm sui quali appoggiano le attività degli uffici postali'. Allora con quale criterio l'ad Massimo Sarmi ha gestito la gara di assegnazione dell'appalto per l'informatizzazione degli uffici postali? Un criterio ben strano se c'e' stato un solo partecipante, appunto l'Ibm, che si sarebbe aggiudicata una megacommessa da 150 milioni di euro applicando peraltro alla sua offerta un 'gentile' ribasso del 4%. Il Governo deve garantire subito il risarcimento agli utenti, vittime di un'architettura di software voluta da Poste Italiane che da tempo procura grandi disservizi, e prorogare alcune scadenze fiscali, quali ad esempio l'Ici, per evitare - conclude Lannutti - che oltre al danno si aggiunga la beffa degli interessi moratori".

Authority delle Poste, ok del Senato alle nomine
La Commissione Lavori pubblici del Senato ha dato parere favorevole alla nomina dei tre componenti dell'Agenzia nazionale per la regolamentazione postale. La competente commissione della Camera aveva già dato l'ok, quindi per l'insediamento del collegio mancano solo gli ultimi passaggi del Consiglio dei ministri e del Presidente della Repubblica, fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. I tre componenti dell'Agenzia, le cui nomine arrivano proprio nei giorni dei pesanti disagi agli uffici postali per il guasto informatico, sono Carlo Deodato, Francesco Soro e Giovanni Bruno.

08 Giugno 2011