Facebook, pioggia di polemiche sul riconoscimento facciale

PRIVACY

Bufera sul nuovo servizio lanciato in sordina da Marck Zuckerberg, che consente in automatico di dare un nome a tutte le foto taggate sul social network 

di P.A.
Facebook: dagli una foto e ti dirà chi è. Grazie a un nuovo algoritmo di riconoscimento facciale il social network sta creando polemiche dentro e fuori la Rete perché consente di identificare automaticamente le persone raffigurate nelle fotografie 'postate' dal suo mezzo miliardo di utenti.

La nuova iniziativa, introdotta in dicembre negli Stati Uniti, è stata adesso estesa "alla maggior parte dei Paesi" e dunque anche ai 22 milioni di utenti italiani. Lo ha annunciato a cose fatte e senza particolare fanfara il blog ufficiale dell'azienda di Mark Zuckerberg. Unico requisito: anche la persona "taggata" deve essere iscritta a Facebook.

Ogni giorno oltre cento milioni di tag venivano finora apposti manualmente alle foto dagli utenti di Facebook, spiega il blog del social network. Facebook non è il solo software o servizio online che applica la tecnologia del riconoscimento facciale - lo fanno ad esempio Picasa di Google e iPhoto di Apple - ma il suo uso in una superpotenza da 500 milioni di utenti ha messo particolamente in allarme.

Google, che non ha fatto mistero di possedere tutti gli strumenti per "taggare" automaticamente persone, ha di recente deciso di non applicarli a Google Goggles "perché dobbiamo valutare le implicazioni sulla privacy", ha detto l'amministratore delegato Eric Schmidt.

Immediate dunque per Facebook le critiche dei gruppi per la difesa della riservatezza che già tenevano il social network sotto stretta osservazione: come per molti altre "feature" di Facebook, la novità viene applicata di default, cioè in automatico, senza la richiesta di un consenso preventivo degli utenti.

"Sta all'utente disattivarla se desiderato, mentre sarebbe meglio consentire alla gente di scegliere se adottarlo", ha detto al Guardian Marc Rotemberg dell'americano Electronic Privacy Information Center, uno dei tanti attivisti del web che chiedono a Facebook di ribaltare la sua filosofia di condivisione delle informazioni.

Per Rotemberg non è chiaro tra l'altro quali informazioni relative all'identità della persona "taggata", ad esempio l'indirizzo di email, saranno associate con le foto nel database del social network. "A quanto pare ancora una volta Facebook erode la privacy online dei suoi utenti con azioni invisibili", ha commentato Graham Cluley, un consulente di Sophos, gruppo specializzato della sicurezza sul Web.
E sempre Cluley ha suggerito agli utenti di Facebook di disabilitare la funzione sui "Tag Suggestions" in modo che altri non possano identificarli in automatico sulle foto.

Ma non è semplice orientarsi nel labirinto di impostazioni e per arrivare ad alzare una barriera al riconoscimento automatico bisogna fare sei clic del mouse: andare alle "impostazioni account", cliccare su "impostazioni sulla privacy" e quindi su "personalizza le impostazioni". Poi trovare la voce "Suggerisci agli amici le foto in cui ci sono io", selezionare "modifica le impostazioni" e barrare finalmente la casella "no".

08 Giugno 2011