Poste, ancora guasti. Arlacchi (Pd): "Sprecati soldi Ue?"

IL CASO

Oggi è andato nuovamente in crash il sistema Sdp. E il ministero dello Sviluppo economico ha deciso di aprire un'istruttoria sui disservizi. Intanto l'eurodeputato del Pd presenta un'interrogazione: "La Bce ha erogato a Poste prestiti per un miliardo di euro: bisogna indagare". Ibm: "Priorità: ripristinare i servizi"

di Mila Fiordalisi
Sottoporre la vicenda Poste al vaglio della Commissione europea. Ha deciso di presentare un'interrogazione parlamentare l'eurodeputato del Pd Pino Arlacchi secondo il quale l'Europa dovrebbe intervenire sul caso e indicare le misure per risarcire i consumatori danneggiati.

"Sin dal 2001 la Banca europea degli investimenti ha erogato a Poste italiane prestiti per un miliardo di euro - sottolinea Arlacchi -. Fondi erano destinati alla modernizzazione dell'azienda, compreso l'aggiornamento della rete informatica attraverso l'introduzione di tecnologie avanzate". Secondo Arlacchi è dunque "inaccettabile che nonostante queste ingenti risorse gli utenti italiani abbiano dovuto sopportare notevoli ritardi e disagi". Nell'interrogazione Arlacchi chiede chiarimenti alla Commissione Ue "in merito a eventuali altri finanziamenti erogati a Poste Italiane nell'ambito del bilancio Ue".

Oggi intanto secondo quanto risulta al Corriere delle Comunicazioni è andato nuovamente in crash il sistema Sdp (quello del nuovo sistema operativo) per circa 10 minuti a dimostrazione persistono anche se meno gravi rispetto ai giorni scorsi.

E la direzione generale per la regolamentazione del settore postale del Ministero dello sviluppo economico ha aperto un'istruttoria in qualità di Autorità di vigilanza del mercato sui recenti disservizi postali, al fine di accertare le responsabilità che hanno provocato gravi disagi all'utenza e valutare iniziative e provvedimenti anche di carattere sanzionatorio a carico di Poste Italiane.

Intanto Ibm fa sapere in una nota che "la priorità in questa fase è il pieno ripristino dell'operatività del cliente con cui Ibm ha una lunga storia di collaborazione". Big Blue "non concorda con le dichiarazioni rese in questi giorni da Poste Italiane".

10 Giugno 2011