Istat: flessione del 6,9% per la produzione elettronica

LA CRISI

Soffre il comparto che registra le più alte performance al ribasso al confronto con gli altri segmenti del manifatturiero. Guidi (presidente Confindustria Anie): "Mercato interno poco reattivo"

di P.A.
Secondo i dati diffusi oggi dall’Istat, l'industria italiana delle tecnologie - Elettrotecnica ed Elettronica - rappresentata da Confindustria Anie ha mantenuto nel mese di aprile 2011 i segnali di discontinuità nella dinamica del profilo produttivo emersi da fine 2010.

Le due macroaree hanno evidenziato andamenti differenziati, pur in un quadro comune di debolezza. Ad aprile 2011, nel confronto con lo stesso mese del 2010, l’Elettronica ha mostrato una flessione della produzione industriale del 6,9%, la più accentuata fra i comparti del manifatturiero. L’Elettrotecnica ha sperimentato una crescita dell’1,7% (+4,2% la corrispondente variazione nella media del manifatturiero nazionale).

Nel confronto congiunturale - ovvero con marzo 2011 - l’Elettronica ha evidenziato una flessione dei livelli di attività dello 0,4%; l’Elettrotecnica un incremento dello 0,8%.

Nella media del primo quadrimestre del 2011, nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, i settori Anie mantengono un andamento cumulato negativo, più contenuto per l’Elettrotecnica (-0,8%), più ampio per l’Elettronica (-9,6%).

"Nel mese di aprile resta debole la produzione industriale per l’industria elettrotecnica ed elettronica rappresentata da Confindustria Anie – ha commentato il presidente di Confindustria Anie Guidalberto Guidi - Quest’ultimo dato conferma le tendenze in atto negli ultimi mesi, con un percorso del profilo produttivo meno dinamico e non lineare. Guardando alle due macroaree si registrano andamenti differenziati, con un arretramento più evidente per l’Elettronica, che risente dell’avvenuta ricomposizione dei magazzini nelle filiere internazionali".

"Nella prima metà del 2011 si mantiene nei settori Anie la dicotomia fra canale domestico ed estero che è emersa già nel periodo pre-crisi e che ha contrassegnato la ripresa – ha proseguito Guidi - Il mercato interno continua a mostrarsi poco reattivo, appesantito da vincoli alla crescita, bassi consumi e bassi investimenti. I cardini dello sviluppo al di fuori dei confini nazionali sono molteplici e fanno capo non più solo a un’area geografica circoscritta ma a più locomotive della crescita sparse nei diversi continenti. Questo nuovo modello di sviluppo globale impone alle imprese sfide sempre più onerose per adeguarsi alla rapida trasformazione della domanda e cogliere nuove opportunità in mercati molto diversi gli uni dagli altri. Gli operatori sono chiamati senza tregua a innovare, a migliorare l’efficienza, a cercare nuovi sbocchi, mentre le pressioni competitive internazionali si allontanano dal solo fattore di prezzo per guardare al valore aggiunto del prodotto".

"In questo scenario di incertezza – ha concluso Guidi – resto fiducioso nella capacità di quel nucleo di imprese Anie più virtuose, ormai globalizzate e competitive, di crescere sui nuovi mercati e di trasformare i rischi in opportunità".

13 Giugno 2011