Pileri versus Lucarelli Due nomi per il dopo-Tripi

CONFINDUSTRIA SERVIZI INNOVATIVI

I saggi incaricati non ce l'hanno fatta a raccogliere intorno a un solo nome il consenso degli associati Csit. Ora la palla passa ai 57 membri delle giunta

di Mila Fiordalisi
Ultime battute di quella che è stata definita la “battaglia di primavera”, è cioè lo scontro per la successione di Alberto Tripi alla presidenza di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, la federazione che raccoglie le aziende di telecomunicazione, dell’IT e dei servizi avanzati. I tre saggi incaricati di sondare gli iscritti (Luigi Gubitosi, amministratore delegato di Wind, Eduardo Montefusco presidente di Rna, Luisa Silvestri Bandini, presidente del comitato nazionale di coordinamento territoriale di Confindustria SI) coadiuvati dal segretario Paolo Angelucci, amministratore delegato di Cosmic Blue Team, ce l’hanno messa tutta per coagulare attorno ad un solo nome il consenso degli associati.

Tuttavia, malgrado gli sforzi non ce l’hanno fatta: troppo forte la contrapposizione che, fatto non nuovo di questi tempi, vede darsi battaglia in Confindustria esponenti che hanno dietro a sé il supporto dei grandi gruppi contro outsider sostenuti da piccole e medie imprese. Il copione si è ripetuto anche nell’associazione delle aziende dell’Ict con in più, a movimentare le acque, la tradizionale divisione che caratterizza l’associazione: aziende di Tlc da una parte, società dell’informatica dall’altra. Mentre sono state a guardare le associazioni radio-tv. E così, i tre saggi si presenteranno il 17 giugno ai 57 membri della giunta di Csit con un’accoppiata di nomi che ben rappresentano la spaccatura tra gli associati: Stefano Pileri, direttore generale technology & operations di Telecom Italia che, a partire dalla designazione di Asstel, l’associazione delle aziende di tlc, ha avuto il consenso del suo settore e dei grandi gruppi; e poi Ennio Lucarelli, imprenditore IT, presidente uscente di Assinform, l’associazione delle imprese It e paladino, in questa sfida, delle imprese minori, del territorio e dell’informatica.

La palla delle decisioni, pertanto, passerà dai saggi ai 57 membri della giunta (si vota per testa), chiamata a designare la persona che verrà eletta presidente, entro l’estate salvo sorprese, dall’assemblea della Federazione (dove, invece, il voto sarà per censo e cioè sulla base delle quote associative).
L’incubo dei saggi è che possa ripetersi anche per Confindustria Servizi Innovativi e Territoriali quella spaccatura che ha messo in crisi la gestione di associazioni territoriali come Milano e Venezia dove, addirittura, sono stati chiamati in campo i probiviri per dirimere una situazione sfuggita di controllo.

È anche per cercare una via di pacificazione che potrebbe anche uscire un compromesso dell’ultima ora: Pileri potrebbe essere nominato alla presidenza mentre Lucarelli diventerebbe vicepresidente vicario. Non si tratta di un compromesso facile. Al di là della forma, infatti, quel che conta è la sostanza. Quali sono le deleghe che, in caso di accordo, verranno attribuite al presidente vicario? Avrà solo un ruolo di maggior prestigio, quasi l’onore delle armi, oppure conterà veramente  qualcosa, più di un normale vicepresidente? Lo statuto di Csit non aiuta a rispondere: il presidente onorario è una figura ancora indeterminata.

08 Giugno 2009