Pagamenti elettronici, "le telco player ideali"

CEDACRI

Cedacri: credibilità del brand e utilizzo di canali mobili la chiave del successo

di E.L.
Sono le aziende di telecomunicazioni, come quelle della grande distribuzione, le Utilities e gli operatori di Gaming, i player nelle migliori condizioni per operare con successo nel ruolo Payment Institution, grazie a fattori determinanti quali notorietà e credibilità del brand, la gestione abituale di volumi di denaro elevati, il rapporto contrattuale continuo con i clienti e l’utilizzo di canali mobile di pagamento. È il quadro tracciato in occasione del seminario “Payment Institutions il valore del cliente e le prospettive di mercato" organizzato dal Gruppo 24 Ore, Mark Up e Cedacri.

L’incontro, che ha visto riunita una nutrita platea di addetti ai lavori e operatori, ha posto al centro dell’attenzione l’evoluzione in atto nei sistemi di pagamento e le opportunità per gli operatori bancari ed extrabancari alla luce dei radicali mutamenti a livello normativo introdotti dall’Unione Europea. Opportunità che, in uno scenario normativo in evoluzione (Psd, Emd 2, Sepa) ed in un mercato caratterizzato da innovazioni tecnologiche continue (mobile payment, Rfid, e-commerce), possono garantire benefici economici e saving di costi nel passaggio dalle più costose forme di pagamento cash a strumenti di pagamento elettronici.

Le organizzazioni autorizzate ad operare come Payment Institution (70 in Europa di cui circa 20 in Italia) ed Imel, hanno la possibilità di offrire un’ampia gamma di servizi ai propri clienti, dai prodotti carta conto e carta di credito pre-pagata alla possibilità di domiciliazione delle utenze, fino a e-wallet per effettuare acquisti online in maniera più agevole.

L’attenzione degli esperti si è concentrata quindi sul tema della regolamentazione, che risulta essere piuttosto stringente per questo nuovo mercato, sottoposto a un rigoroso sistema di vigilanza da parte delle autorità preposte. Da più parti si è evidenziato come la strategia per far fronte alle possibili criticità e ai costi legati all’implementazione di un sistema informatico complesso e alla conformità normativa sia rappresentata dal ricorso all’outsourcing.

Ciò consente di affidare a partner di consolidata esperienza tutte le attività informatiche e gestionali, riuscendo così a focalizzarsi sul proprio core business. Il ricorso a un partner specializzato per l’issuing e la gestione delle carte, oltre che per i sistemi di pagamento, può rivelarsi una scelta vincente anche per le banche italiane di piccole e medie dimensioni, che non hanno la forza per operare come issuer diretti di carte di credito e hanno dunque necessità di ricorrere a un outsourcer per competere più efficacemente nell’ambito dei pagamenti e conseguire efficienze di costo.

La genesi e gli obiettivi delle direttive Psd (Payment Services Directive) e Emd 2 (e-Money Directive), così come le tematiche relative alla conformità normativa, sono state al centro dell’intervento di Giuseppe Zadra, Presidente di C- Card (Gruppo Cedacri), la prima Payment Institution a operare in Italia. Zadra ha inoltre analizzato costi e benefici per le payment institution di fronte alla scelta di gestire internamente l’intero progetto, rispetto alla possibilità di affidare in outsourcing alcuni servizi, come quelli relativi all’infrastruttura tecnologica o alla gestione della conformità. Un approccio differente che si riflette anche nei diversi modelli di business che gli operatori possono adottare: dall’in-house alla joint venture fino agli accordi di co-branding, come ha illustrato Luca Rossi, Managing Partner di A.T. Kearney.

15 Giugno 2011