TRIPWIRE. Se la PA rimpiange la carta

TRIPWIRE

di Piero Laporta
2 Giugno, festa per l’Italia e per la Capitale. Due amici, invece di godersi la parata, vogliono essere guidati al Roseto comunale. Hanno saputo che la stagione in ritardo fa sentire le 145 specie di rosacee come fosse Maggio, testimoniandolo con pieno e fragrante rigoglio. Per evitare i blocchi del traffico, causati dalla sfilata a via dei Fori Imperiali, consulto il sito del Comune per conoscere quali siano le strade chiuse al traffico. Sotto le sezione “Assessorato alla mobilità” ho la certezza che il viale Aventino non sia interdetto. Stampo l’elenco e lo porto via con me.

Vado speditamente verso la meta, ringraziando i milioni di smaliziati romani che hanno disertato le strade.
All’imbocco di viale Aventino due vigili, un lui e una lei, mi bloccano, molto gentili e irremovibili: “Viale Aventino è bloccato”. Faccio notare che non è fra le strade di cui è annunciata la chiusura. Consultano il loro elenco e confermano il veto. Mostro il mio elenco. Il sito del Comune di Roma - ribatto - non annovera quella strada fra le interdette. Lui non ha esitazioni: “Cosa c’entra il sito?”. Cerco di spiegargli che www.comune.roma.it è il sito ufficiale del suo datore di lavoro, quindi, è come se fosse l’Albo pretorio. Inutile; il concetto gli è estraneo. Per lui, l’unica guida è il pezzo di carta datogli da qualcuno in ufficio. Quanto compare sul computer non ha alcun valore.

Non voglio imbarcarmi in una discussione. Percorro un’altra strada e, in ritardo, raggiungo i miei amici accanto a una splendida Bracteata, consolazione sufficiente a lenire il dispiacere d’una PA che rimpiange il secolo precedente, diffida del futuro e, nel presente, soffre e fa soffrire alquanto.

20 Giugno 2011