MySpace in caduta libera. E nessuno la vuole

LA CRISI

Il social network messo in vendita quattro mesi fa da Rupert Murdoch non riscuote interesse sul mercato. E intanto continua l'emorragia di click: a maggio i visitatori unici negli Usa a quota 34,8 milioni, meno della metà dei tempi d'oro

di P.A.
Se utilizzi ancora MySpace nel 2011 sei un dinosauro dei social network. Secondo il settimanale Bloomberg BusinessWeek, il regno del sito creato Tom Anderson e Chris DeWolfe nel 2003 è terminato. Al suo apice, MySpace poteva vantare 75,9 milioni di utenti unici mensile nei soli Stati Uniti. Secondo la società di ricerche di mercato specializzata in settori commerciali di internet, ComScore, a maggio, gli utenti unici del social network in America sono calati a 34,8 milioni.

Negli ultimi due anni, in media, MySpace ha perso più di un milione di utenti unici al mese. Considerato che il sito genera buona parte del proprio fatturato da pubblicità, l`esodo ha avuto implicazioni sul giro d`affari di MySpace. Secondo un`altra azienda di ricerche di mercato simile a ComScore, eMarketer, nel 2009 il sito aveva incassato 470 milioni di dollari dalla pubblicità, nel 2011 dovrebbe incassare solo 184 milioni.

A febbraio, News Corp., che aveva acquistato l`azienda proprietaria del sito, Intermix, per 580 milioni di dollari nel 2005, ha deciso di mettere MySpace sul mercato.

Ma, nonostante, l`entusiasmo mostrato dai mercati per i titoli tecnologici (l`Ipo di Linkedin ha valutato il sito a 6,4 miliardi di dollari e Groupon, che ha rifiutato un`offerta da 6 miliardi di dollari da parte di Goolge), nessuno si è fatti avanti per il social network.
Secondo la rivista, alcune decisioni discutibili dei vertici, una fusione non positiva e innumerevoli errori strategici hanno impedito a MySpace di diventare uno dei siti più popolari al mondo. La ricercatrice di Microsoft Research specializzata in social network, Danah Boyd, crede che la popolarità di siti simili sia molto instabile, dettata da una serie di fattori altamente volatili come il gusto e la percezione degli utenti.

Inizialmente, il proprietario di News Corp., Rupert Murdoch era entusiasta del suo ultimo acquisto. Secondo alcune fonti interne, il magnate voleva fare del sito il perno del suo impero mediatico. Successivamente, l`australiano perse interesse in MySpace concentrandosi maggiormente sul Wall Street Journal che acquisì nel 2007.

Anderson e DeWolfe diedero vita al social network nel 2003 mentre lavoravano per un altro sito, EUniverse. Ambivano a creare un sito simile a Friedster, un altro social network, ma con meno restrizioni. Una delle maggiori innovazioni di MySpace fu creata casualmente: i programmatori si sono dimenticati di impedire agli utenti di modificare il sito, inserendo piccoli frammenti di programmi per modificare il proprio account. La possibilità di personalizzare la propria pagina personale determinò il successo del sito.

Dopo l`acquisto, per valorizzare ed integrare le aziende internet di proprietà News Corp., Murdoch creò Fox Interactive Media. Il magnate voleva iniziare a generare profitti. Questo fu un primo errore.

Mentre Facebook, Twitter e gli altri - allora - nuovi social network, potevano muoversi liberamente, i manager di MySpace avevano degli obiettivi finanziari da rincorrere. Questo fu esplicito quando, nel 2006, Google stipulò un contratto di tre anni e 900 milioni di dollari per essere il motore di ricerca esclusivo del sito.

Il ruolo centrale che il fatturato ricopriva nel determinare le scelte strategiche penalizzò il sito. “Non potevamo programmare nel lungo periodo - spiega DeWolfe - dovevamo badare a ogni singolo centesimo”. Nonostante questo, il sito continuò ad espandersi. “Quando aggiungi 300mila utenti singoli al giorno - spiega l`ex direttore della divisione pubblicità di MySpace, Shawn Gold - è difficile pensare che stai sbagliando”.

Mentre Mark Zuckerberg si concentrava a creare una piattaforma abbastanza robusta da permettere ad altre aziende di produrre contenuti per il suo Facebook, MySpace cercò di fare tutto in proprio. DeWolfe crede che anche quello sia stato un errore strategico, “sarebbe stato preferibile concentrarci sullo sviluppo di 5-10 applicazioni”. Altro problema ricorrente, era l`introduzione di prodotti difettosi che appesantivano il sito, rendendo il suo utilizzo più lento per gli utenti.

Forse, però, il problema maggiore di MySpace era alla base. I suoi creatori avevano scelto di utilizzare un linguaggio di programmazione molto - “forse troppo”, dice DeWolfe - semplice come ColdFusion. “All`epoca - spiega DeWolfe - ColdFusion è stata la nostra carta vincente per sbaragliare la concorrenza. Ci permetteva di essere più veloci degli altri. Ma poi - continua il fondatore di MySpace - si è rivelata il nostro tallone d`Achille: era troppo tardi per convertirci ai linguaggi di programmazione adatti per i contenuti open source che venivano privilegiati dalle aziende produttrici di contenuti”.

Ma la ragione principale del declino di MySpace è la sua reputazione tra il pubblico. Nel febbraio 2006 il ministro della Giustizia del Connecticut, Richard Blumenthal, avviò un`indagine sul sito. Voleva verificare che i minori fossero protetti dall`esposizione a contenuti pornografici. La ricercatrice di Microsoft, Danah Boyd, spiega come gli allarmi lanciati dalle fonti di informazioni possano danneggiare le aziende: “trasformano il ciclo di sviluppo in un ciclo di gestione crisi”.

Al contempo, una serie di nuovi siti prese di mira gli utenti MySpace: Tumblr offriva la medesima libertà espressiva mentre Twitter ha introdotto un modo migliore per comunicare con gli estranei.

24 Giugno 2011