Anonymous attacca Agcom: "Un danno per tutti"

INTERNET

Per protestare contro il nuovo regolamento sul copyright gli hacker mandano in tilt il sito dell'Authority che reagisce: "Per la disciplina sul diritto d'autore scelta la via democratica della partecipazione"

di Federica Meta
"Un gesto che danneggia tutti". Con queste parole l'Agcom reagisce all'attacco sferrato dagli hacker di Anonymous al sito in segno di protesta contro la nuova disciplina sul diritto d'autore che sarà varata il prossimo 6 luglio. "Finora - si sottolinea in ambienti dell'Autorità - l'unica vittima di questa campagna è l'Autorità che, da parte sua, ha invece scelto la via democratica di un'amplissima partecipazione, del più aperto dibattito e della consultazione di tutte le parti. L'attacco al sito dell'Agcom, che fornisce un servizio ai cittadini (consumatori, utenti, imprese) è un gesto che danneggia tutti e fa riflettere su come qualcuno intenda il concetto di libertà".

L'Agcom sottolinea ancora che "qualsiasi provvedimento in materia di tutela del copyright sarà adottato dopo un procedimento caratterizzato dalla più ampia e interattiva consultazione e dalla massima trasparenza e sarà aperto ai contributi costruttivi di chiunque persegua una linea di disponibilità al democratico confronto". 

L'attacco è iniziato alle 12 di oggi e ha reso inaccessibile il portale. Al motto di “la libertà di avere internet libero è un diritto che nessuno deve ostacolare”, hacker ma anche semplici utenti, si sono scatenati cliccando selvaggiamente su www.agcom.it. Che in breve è andato in tilt.

“L’Agcom vorrebbe istituire una procedura veloce e puramente amministrativa di rimozione di contenuti online - si legge nella pagina dimostrativa dell'azione Anonymous - considerati in violazione della legge sul diritto d’autore. L’Autorità potrebbe sia irrogare sanzioni pecuniarie molto ingenti a chi non eseguisse gli ordini di rimozione, sia ordinare agli Internet Service Provider di filtrare determinati siti web in modo da renderli irraggiungibili dall’Italia. Il tutto senza alcun coinvolgimento del sistema giudiziario”.

28 Giugno 2011