Nuovo black-out per Aruba. Server in crash, siti bloccati

L'ALLARME

Dopo l'incendio del 29 aprile ancora problemi per la piattaforma del service provider. Questa volta la causa è un intervento di manutenzione. I consumatori minacciano una class action

di P.A.
Si moltiplicano i post in rete degli utenti di Aruba.it - che lo scorso 29 aprile andò in tilt per un'incendio - che si lamentano per un nuovo crash della piattaforma. I primi problemi si sono verificati intorno alle 13.30 e la situazione intorno alle 16,45, in base ai commenti degli utenti Twitter su #aruba, non è ancora risolta. Sul sito dell'assistenza di Aruba c'è l'annuncio di un intervento di manutenzione pianificato per la notte fra il 6 e il 7 luglio.

Aruba è considerato uno dei più principali Internet Service Provider italiani che offre servizi di registrazione domini, hosting, server dedicati. Non sono ancora chiari i motivi di questo 'down', la web farm aretina non ha ancora dato nessuna comunicazione ufficiale, ma nel frattempo su Twitter si sono scatenate le proteste e lo sconcerto di tanti utenti e proprietari dei siti web ospitati sulla piattaforma di Aruba.

Non si fa attendere la replica dei consumatori. Migliaia di utenti stanno contattando l’Adoc a causa del blackout dei server di Aruba, fa sapere l'associazione, pronta ad assistere tutti coloro che intendono ottenere il risarcimento del danno subito.

“Stiamo ricevendo migliaia di chiamate e segnalazioni da parte di utenti danneggiati dal blackout dei server della società Aruba – dice Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – l’Adoc ha attivato prontamente il suo pool di legali per valutare la situazione e la possibilità di un risarcimento del danno subito, non escludendo un’eventuale class action a tutela degli interessi degli utenti. I server Aruba gestiscono una grande parte del traffico web italiano e migliaia sono i consumatori e gli operatori economici che dal blocco dei server stanno subendo un danno economico notevole. Molti siti di e-commerce e servizi al pubblico sono inattivi o bloccati, causando danni per milioni di euro. Consigliamo pertanto agli utenti interessati di inviare la documentazione, con annessa quantificazione, del danno subito alla società Aruba e all’Adoc per conoscenza”.

08 Luglio 2011