Rao (Idc): "Cloud svolta radicale dell'Ict aziendale"

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Secondo il Tlc Research director di Idc Italia e vicepresidente di Anfov la "nuvola" stravolge le metriche di valutazione dei fornitori e modifica radicalmente la figura del responsabile Ict. "Bisogna rimodulare strategie, modelli di business, alleanze e partnership

di Mila Fiordalisi
"Il cloud computing rappresenta un punto di svolta radicale e un salto di qualità dell'Ict aziendale: infatti i nuovi servizi informatici a consumo comportano modalità completamente nuove di acquisto e di fruizione, richiedono nuove metriche di valutazione dei fornitori e in definitiva modificano in profondità il ruolo del responsabile e dello staff dell'Ict di impresa". Questo il parere di Daniela Rao, Tlc Research Director di Idc Italia, e vicepresidente Anfov.

"Anche dal lato dei fornitori, il passaggio dall'offerta dei prodotti su licenza all'offerta di servizi a consumo richiede una rimodulazione completa delle strategie, dei modelli di business, delle alleanze e delle partnership. E questo passaggio avviene non senza contrasti e tensioni rispetto alle modalità di offerta correnti e ai canali tradizionali".

Per orientarsi nella scelta Rao ha stilato una lista delle cartteristiche di cui tenere conto: servizi standard condivisi (realizzati per un mercato, non per il cliente singolo); soluzione pacchettizzata (offerta “chiavi in mano”, con integrazione delle risorse richieste); self-service con eventuale supporto per l’attivazione; scalabilità; prezzo a consumo (supportato da contatori -service metering); accessibilità via Internet/IP (ubiquità di accesso autorizzato alla rete); tecnologie UI standard (browsers, Ria clients e tecnologie collegate); interfaccia servizi Api pubblicata.

Secondo dati dell'osservatorio Anfov sul cloud computing, riguardo al mercato business i cloud services nel 2012 costituiranno il 9% del mercato totale IT; in Europa occidentale varranno circa 7 miliardi di euro e in Italia quasi 400 milioni. Tuttavia per buona parte il mercato è attualmente costituito dai cosiddetti managed services, ovvero da servizi infrastrutturali (come i servizi di back up e di business continuity) che, benché siano forniti in rete da remoto, hanno ancora modalità contrattuali personalizzate e non ancora completamente standardizzate.

Nel prossimo futuro - fa sapere l'Osservatorio - i cloud services comporteranno una radicale semplificazione dei servizi IT, un sostanziale downsizing dell'informatica aziendale (e anche dei prezzi), e la possibilità di fruire di servizi costantemente aggiornati e con elevati livelli di sicurezza. Ma attualmente le aziende hanno difficoltà a ricorrere a soluzioni informatiche e contrattuali radicalmente nuove e considerano con attenzione, ma anche con timore, la possibilità di dipendere esclusivamente da fornitori esterni per le soluzioni core aziendali.

Le imprese sono focalizzate su fattori fondamentali quali: la garanzia di continuità di servizio, i livelli di servizio offerti, la riservatezza e la sicurezza dei dati aziendali. Non sempre le reti sono all'altezza delle aspettative ma, grazie alla diffusione delle reti di nuova generazione a banda ultralarga, esistono pochi dubbi che alla fine il modello di business dei cloud services si imporrà con successo, a partire dalle soluzioni orizzontali (back up dei dati e applicazioni come scrittura, calcolo e presentazione, posta elettronica certificata, ecc). Inoltre, insieme ai fornitori di applicazioni on line, i carrier e i system integrator giocheranno sempre di più un ruolo fondamentale come canale per la diffusione dei servizi a valore aggiunto.

11 Luglio 2011