Data center, la cassaforte del biz

IL DIBATTITO

Esperti a confronto al convegno organizzato dal Corriere delle Comunicazioni insieme con Hp e Intel. Sempre più numerose le attività mission critical: IT leva strategica

di Paolo Anastasio
Il ruolo centrale dei data center nella gestione delle attività mission critical delle aziende. Questo il tema del convegno “Datacenter: mission critical a portata di tutti”, organizzato dal nostro giornale a Roma insieme con Hp e Intel. Apre il dibattito Giovanni Rando Mazzarino, Chief technology officer di Lottomatica: “Per Lottomatica il funzionamento h24 dei sistemi informatici e dei network è vitale per il business. Abbiamo 250mila terminali connessi in rete in 100mila punti vendita, fra edicole e tabaccai, il cui fatturato per il 30-40% arriva dalle transazioni legate alle giocate. Le estrazioni avvengono ogni dieci minuti, l’affidabilità del sistema delle transazioni è nodale. Se la giocata non è registrata in real time è persa”.

Anche per la società petrolifera Api ogni transazione che salta rappresenta una perdita secca. “Se il sistema informatico non funziona - racconta Gaetano Scebba, Cto di Api - si rischia di non consegnare il carburante in tempo nelle stazioni di servizio, che restano a secco. Per il cliente non è un problema, va altrove. Ma per noi è una perdita irrecuperabile. I sistemi di logistica sono assolutamente mission critical per ottimizzare i costi di consegna del carburante alle stazioni di servizio nel più breve tempo possibile”.

Le Ferrovie sono un’infrastruttura critica, “quindi tutte le applicazioni IT, interne ed esterne sono mission critical - dice Alessandro Musumeci, Direttore Centrale Sistemi Informativi Ferrovie dello Stato -. Per noi anche la posta elettronica e l’accesso a Internet sono mission critical per garantire i sistemi di circolazione dei treni, le prenotazioni e le informazioni di viaggio ai passeggeri. Abbiamo 77mila dipendenti, gestiamo 9mila chilometri di fibra ottica e trasportiamo mezzo miliardo di passeggeri all’anno. Per Ferrovie garantire il funzionamento continuativo del sistema, h24, è un obbligo. Tanto più in un contesto sempre più internazionale, visto che Ferrovie si sta espandendo con servizi di logistica in Germania, Francia, Svezia e Paesi Bassi. E il sistema IT diventa ancor più cruciale in un contesto di maggior concorrenza legato all’imminente liberalizzazione del servizio”.

Anche per Telecom Italia tutto è mission critical: “Di fatto, anche i servizi che non sono il billing, sono diventati uno snodo troppo importante, come le e-mail - dice Enzo Bagnacani, Responsabile Marketing Infrastructure Solutions Top Clients di Telecom Italia -. L’innovazione tecnologica ha reso mission critical anche la next generation dei data center. Noi in Telecom Italia da tempo abbiamo intrapreso un percorso di virtualizzazione, per condividere le risorse. Ad esempio, 20mila postazioni di lavoro sono state virtualizzate in ottica virtual desktop. In questo senso, l’evoluzione tecnologica rende mission critical la piattaforma di virtual desktop. Nel 2007 avevamo 11.500 server, che sarebbero diventati 16mila nel 2015. Di qui il percorso di virtualizzazione in contesto cloud o in outsourcing che abbiamo intrapreso, che ad oggi ci garantisce già un risparmio di 200mila euro al mese sulla bolletta elettrica”.

L’Ice (Istituto nazionale per il commercio estero) lavora in cento paesi. “Negli ultimi anni, abbiamo centralizzato i sistemi informativi in un unico data center attivo h24, per rispondere alle esigenze del nostro personale, presente su tutti i fusi orari - dice Giuseppe Maria Armenia, Direttore generale RetItalia Internazionale (Ice) -. Se saltasse il sistema, la situazione sarebbe automaticamente critica, perché gestiamo eventi promozionali governativi e partecipiamo ad eventi con centinaia di migliaia di partecipanti, con la presenza di esponenti del Governo”.

Per evitare problemi, l’Ice ha duplicato alcuni sistemi, trasferendo la posta elettronica in cloud, una mossa che ha migliorato la performance delle altre applicazioni, che prima erano rallentate dalla mole di attacchi sui server di posta. “Quando Intel affronta lo sviluppo di un sistema server - dice Dario Bucci, amministratore delegato di Intel Italia - tutte le applicazioni ospitate sono mission critical. Una volta determinata l’affidabilità e la sicurezza del sistema, allora è il cliente che decide in base ai software dove collocare i server.

Più virtualizziamo, più la sicurezza diventa un elemento critico, più concentriamo i dati in un solo data center, più la sicurezza diventa un fattore chiave. Nel 2002 il mercato dei server valeva 50 miliardi di dollari e Intel contava per 19 miliardi. Oggi il mercato è salito di poco a 52 miliardi, di cui 30 miliardi più 4 miliardi sono appannaggio di Intel. Il numero di server è aumentato in maniera esponenziale dal 2002, ma il mercato è analogo a 8 anni fa. L’obiettivo oggi è ottenere affidabilità mantenendo la potenza di calcolo dei server, è chiaro che virtualizzazione e cloud rendono la sicurezza e l’affidabilità dei sistemi i parametri di riferimento”.

“Hp fornisce data center mission critical da 25 anni - dice Alessandro Gabrieli, Business Critical Systems sales & Business Unit Manager di Hp -. La sfida è portare sul mercato sistemi sempre aggiornati, per rispondere alle due istanze fondamentali dei clienti: l’up time, fatto di availability e affidabilità, e il nuovo leit motiv dei giorni nostri, cioè la flessibilità. L’obiettivo di Hp è dare risposte congrue in un ambiente dove i budget IT sono in costante riduzione. In un mercato dove le richieste variano costantemente. Oggi, ad esempio, la schedina non la giochi più soltanto il sabato. Oggi, mission critical non sono più soltanto le Tlc o le banche, ma anche la PA. Basti pensare alla sanità, dove l’integrità del dato della cartella clinica è un obbligo o in ambito logistica un semplice intoppo, come la mancata erogazione di una fattura, rischia di bloccare un camion nella piazzola di una un’azienda o di creare file infinite di tir al casello dell’autostrada. Oggi la sfida è offrire soluzioni mission critical, anche alle Pmi. L’obiettivo è eliminare i silos in ottica di convergenty infrastructure”.

18 Luglio 2011